This thesis examines the aesthetics of artificial intelligence by investigating the creative status and aesthetic value of artworks generated by algorithmic systems. Starting from the crisis of modern categories such as creativity, authorship, and intentionality, the study challenges the notion of art as the exclusive expression of human subjectivity, showing how contemporary artistic practices are increasingly mediated by technical infrastructures, data, and algorithms. The theoretical framework is provided by the Actor–Network Theory developed by Bruno Latour, which makes it possible to interpret AI-generated art as the outcome of a distributed form of agency involving both human and non-human actors. Through an analysis of generative AI models and a critical engagement with theories of intentional action, the thesis proposes a relational and post-anthropocentric conception of creativity, in which the artwork emerges as a node within socio-technical networks of mediation. AI-generated art is thus understood not as a threat to human creativity, but as a privileged theoretical laboratory for rethinking the foundations of contemporary aesthetics.

La tesi analizza il problema dell’estetica dell’intelligenza artificiale interrogando lo statuto creativo e il valore estetico delle opere generate da sistemi algoritmici. A partire dalla crisi delle categorie moderne di creatività, autorialità e intenzionalità, il lavoro mette in discussione l’idea dell’arte come espressione esclusiva di una soggettività umana, mostrando come le pratiche artistiche contemporanee siano sempre più mediate da infrastrutture tecniche, dati e algoritmi. Il quadro teorico di riferimento è fornito dalla Actor–Network Theory di Bruno Latour, che consente di interpretare l’arte generata da IA come il risultato di una agency distribuita tra attori umani e non-umani. Attraverso l’analisi del funzionamento dei modelli di intelligenza artificiale generativa e il confronto con le teorie dell’azione intenzionale, la tesi propone una concezione relazionale e post-antropocentrica della creatività, in cui l’opera d’arte emerge come nodo di mediazioni socio-tecniche. L’arte dell’IA viene così intesa non come una minaccia all’arte umana, ma come un laboratorio teorico privilegiato per ripensare i fondamenti dell’estetica contemporanea.

l'estetica dell'intelligenza artificiale: il problema dell' agency nelle opere generate dalle macchine

ZANELLATI, CECILIA
2024/2025

Abstract

This thesis examines the aesthetics of artificial intelligence by investigating the creative status and aesthetic value of artworks generated by algorithmic systems. Starting from the crisis of modern categories such as creativity, authorship, and intentionality, the study challenges the notion of art as the exclusive expression of human subjectivity, showing how contemporary artistic practices are increasingly mediated by technical infrastructures, data, and algorithms. The theoretical framework is provided by the Actor–Network Theory developed by Bruno Latour, which makes it possible to interpret AI-generated art as the outcome of a distributed form of agency involving both human and non-human actors. Through an analysis of generative AI models and a critical engagement with theories of intentional action, the thesis proposes a relational and post-anthropocentric conception of creativity, in which the artwork emerges as a node within socio-technical networks of mediation. AI-generated art is thus understood not as a threat to human creativity, but as a privileged theoretical laboratory for rethinking the foundations of contemporary aesthetics.
2024
The Aesthetics of Artificial Intelligence: The Problem of Agency in Machine-Generated Works
La tesi analizza il problema dell’estetica dell’intelligenza artificiale interrogando lo statuto creativo e il valore estetico delle opere generate da sistemi algoritmici. A partire dalla crisi delle categorie moderne di creatività, autorialità e intenzionalità, il lavoro mette in discussione l’idea dell’arte come espressione esclusiva di una soggettività umana, mostrando come le pratiche artistiche contemporanee siano sempre più mediate da infrastrutture tecniche, dati e algoritmi. Il quadro teorico di riferimento è fornito dalla Actor–Network Theory di Bruno Latour, che consente di interpretare l’arte generata da IA come il risultato di una agency distribuita tra attori umani e non-umani. Attraverso l’analisi del funzionamento dei modelli di intelligenza artificiale generativa e il confronto con le teorie dell’azione intenzionale, la tesi propone una concezione relazionale e post-antropocentrica della creatività, in cui l’opera d’arte emerge come nodo di mediazioni socio-tecniche. L’arte dell’IA viene così intesa non come una minaccia all’arte umana, ma come un laboratorio teorico privilegiato per ripensare i fondamenti dell’estetica contemporanea.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14239/32842