La pandemia di Covid-19 ha rappresentato una sfida senza precedenti per il mondo dello spettacolo dal vivo, costringendo l’intero settore a reinventarsi. Durante il periodo di chiusura dei teatri, le fondazioni lirico-sinfoniche hanno messo in campo diverse iniziative online finalizzate a mantenere vivo il rapporto con il pubblico e a garantire una forma di continuità di trasmissione di contenuti culturali. In seguito alla riapertura, i teatri hanno dovuto confrontarsi con stringenti limitazioni sia per gli spazi destinati al pubblico sia per il palcoscenico. Queste restrizioni hanno indirettamente determinato un mutamento della forma tradizionale di rappresentazione dello spettacolo operistico, costringendo registi e addetti ai lavori a ripensare all’opera percorrendo vie alternative. In questo contesto Mario Martone ha ideato e realizzato tre allestimenti per il Teatro dell’Opera di Roma, concepiti appositamente per essere trasmesse sui canali televisivi e streaming della Rai, che hanno scardinato la tradizionale messa in scena operistica. Tra il 2020 e il 2022, ha curato la regia teatrale e audiovisiva del Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, della Traviata di Giuseppe Verdi e delle Bohème di Giacomo Puccini. Con la collaborazione di Rai Cultura e della sua troupe televisiva, Martone non si è limitato semplicemente a filmare l’opera, ma ha realizzato un progetto singolare, unico, basato su un attento lavoro di riprese e montaggio, che fonde teatro e cinema, trasformando le restrizioni sanitarie in possibilità espressive. Nel presente lavoro verranno analizzate, dopo aver delineato il modus operandi di Martone, le scelte registiche e audiovisive adottate nei tre allestimenti. Nel Barbiere di Siviglia e nella Traviata ci si concentrerà sulla rimodulazione dello spazio performativo, sulle scelte scenografiche in relazione alle limitazioni imposte dalla pandemia e sulle strategie audiovisive adottate per integrare il linguaggio teatrale con quello cinematografico. Per quanto riguarda la terza opera, La bohème, l’analisi si focalizzerà invece sulla capacità di Martone di adattare il suo approccio registico a un ambiente scenico differente, verificando se e come le strategie adottate in teatro possano essere trasferite nel Laboratorio di scenografia del Teatro dell’Opera.
La sfida della pandemia e nuovi modi di ripensare l'opera: Il barbiere di Siviglia, La traviata e La bohème dirette da Mario Martone
SACCO, ALICE
2024/2025
Abstract
La pandemia di Covid-19 ha rappresentato una sfida senza precedenti per il mondo dello spettacolo dal vivo, costringendo l’intero settore a reinventarsi. Durante il periodo di chiusura dei teatri, le fondazioni lirico-sinfoniche hanno messo in campo diverse iniziative online finalizzate a mantenere vivo il rapporto con il pubblico e a garantire una forma di continuità di trasmissione di contenuti culturali. In seguito alla riapertura, i teatri hanno dovuto confrontarsi con stringenti limitazioni sia per gli spazi destinati al pubblico sia per il palcoscenico. Queste restrizioni hanno indirettamente determinato un mutamento della forma tradizionale di rappresentazione dello spettacolo operistico, costringendo registi e addetti ai lavori a ripensare all’opera percorrendo vie alternative. In questo contesto Mario Martone ha ideato e realizzato tre allestimenti per il Teatro dell’Opera di Roma, concepiti appositamente per essere trasmesse sui canali televisivi e streaming della Rai, che hanno scardinato la tradizionale messa in scena operistica. Tra il 2020 e il 2022, ha curato la regia teatrale e audiovisiva del Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, della Traviata di Giuseppe Verdi e delle Bohème di Giacomo Puccini. Con la collaborazione di Rai Cultura e della sua troupe televisiva, Martone non si è limitato semplicemente a filmare l’opera, ma ha realizzato un progetto singolare, unico, basato su un attento lavoro di riprese e montaggio, che fonde teatro e cinema, trasformando le restrizioni sanitarie in possibilità espressive. Nel presente lavoro verranno analizzate, dopo aver delineato il modus operandi di Martone, le scelte registiche e audiovisive adottate nei tre allestimenti. Nel Barbiere di Siviglia e nella Traviata ci si concentrerà sulla rimodulazione dello spazio performativo, sulle scelte scenografiche in relazione alle limitazioni imposte dalla pandemia e sulle strategie audiovisive adottate per integrare il linguaggio teatrale con quello cinematografico. Per quanto riguarda la terza opera, La bohème, l’analisi si focalizzerà invece sulla capacità di Martone di adattare il suo approccio registico a un ambiente scenico differente, verificando se e come le strategie adottate in teatro possano essere trasferite nel Laboratorio di scenografia del Teatro dell’Opera.| File | Dimensione | Formato | |
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Descrizione: La sfida della pandemia e nuovi modi di ripensare l'opera: Il barbiere di Siviglia, La traviata e La bohème dirette da Mario Martone. Tesi sperimentale di Alice Sacco
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https://hdl.handle.net/20.500.14239/33557