Negli ultimi decenni si è assistito a una rinnovata ricerca scientifica circa gli effetti sull’uomo degli psichedelici classici (psilocibina, LSD, DMT e 5-MeO-DMT), focalizzata in particolare sull’indagine del potenziale terapeutico per disturbi mentali resistenti ai trattamenti tradizionali. Questa relazione si propone di analizzare i cambiamenti psicologici a lungo termine - con una durata che varia da alcune settimane a diversi anni - associati al loro utilizzo in contesti controllati, cerimoniali e naturalistici sia in campioni clinici che non-clinici. Attraverso una rassegna della letteratura svolta su PubMed, sono stati selezionati e analizzati 29 studi aventi diversi disegni, da quelli sperimentali a quelli correlazionali e osservazionali. I risultati evidenziano cambiamenti significativi e positivi in molteplici domini del funzionamento psicologico: nei tratti di personalità, nella soddisfazione di vita, nella connessione con sé stessi, gli altri e la natura, nell’orientamento politico, nell’umore, nella reattività emotiva, nella creatività, nelle capacità cognitive, nell’agire impegnato, nel comportamento pro-ambientale, nelle attività creative, nell’ansia di morte e nelle credenze metafisiche, nelle abilità di mindfulness, nella flessibilità psicologica, negli indicatori di disagio mentale e nei disturbi mentali quali il Disturbo Depressivo Maggiore (DDM), il Disturbo Depressivo Resistente al Trattamento (TRD), il Disturbo d’Ansia Generalizzato (GAD), il Disturbo Post Traumatico da Stress (PTSD) e il Disturbo da Uso di Alcol (AUD). Tali effetti sembrano essere mediati, moderati e predetti da diverse variabili: dalla qualità dell'esperienza acuta (come l’esperienza mistica e l’intuizione psicologica), dagli esiti primari di cambiamento (come le competenze di mindfulness e la flessibilità psicologica), dal contesto di assunzione/somministrazione dei composti psichedelici, da fattori che precedono l’esperienza psichedelica (come i tratti di personalità alla baseline, le aspettative di cambiamento e la suggestionabilità), nonché dall’azione neurobiologica di tali sostanze. Nonostante le evidenze preliminari siano promettenti, gli studi selezionati presentano numerosi limiti metodologici principalmente relativi alle caratteristiche dei campioni di partecipanti, alle difficoltà nel separare l’influenza delle variabili, alla natura e all’integrità del disegno sperimentale e ai problemi nelle misurazioni; pertanto viene fatta notare la necessità di costruire studi con impianto metodologico migliore al fine di verificare l’efficacia e la sicurezza degli psichedelici classici.
Cambiamenti psicologici a lungo termine associati all'uso di psichedelici classici
MUGAVERO, FRANCESCO
2024/2025
Abstract
Negli ultimi decenni si è assistito a una rinnovata ricerca scientifica circa gli effetti sull’uomo degli psichedelici classici (psilocibina, LSD, DMT e 5-MeO-DMT), focalizzata in particolare sull’indagine del potenziale terapeutico per disturbi mentali resistenti ai trattamenti tradizionali. Questa relazione si propone di analizzare i cambiamenti psicologici a lungo termine - con una durata che varia da alcune settimane a diversi anni - associati al loro utilizzo in contesti controllati, cerimoniali e naturalistici sia in campioni clinici che non-clinici. Attraverso una rassegna della letteratura svolta su PubMed, sono stati selezionati e analizzati 29 studi aventi diversi disegni, da quelli sperimentali a quelli correlazionali e osservazionali. I risultati evidenziano cambiamenti significativi e positivi in molteplici domini del funzionamento psicologico: nei tratti di personalità, nella soddisfazione di vita, nella connessione con sé stessi, gli altri e la natura, nell’orientamento politico, nell’umore, nella reattività emotiva, nella creatività, nelle capacità cognitive, nell’agire impegnato, nel comportamento pro-ambientale, nelle attività creative, nell’ansia di morte e nelle credenze metafisiche, nelle abilità di mindfulness, nella flessibilità psicologica, negli indicatori di disagio mentale e nei disturbi mentali quali il Disturbo Depressivo Maggiore (DDM), il Disturbo Depressivo Resistente al Trattamento (TRD), il Disturbo d’Ansia Generalizzato (GAD), il Disturbo Post Traumatico da Stress (PTSD) e il Disturbo da Uso di Alcol (AUD). Tali effetti sembrano essere mediati, moderati e predetti da diverse variabili: dalla qualità dell'esperienza acuta (come l’esperienza mistica e l’intuizione psicologica), dagli esiti primari di cambiamento (come le competenze di mindfulness e la flessibilità psicologica), dal contesto di assunzione/somministrazione dei composti psichedelici, da fattori che precedono l’esperienza psichedelica (come i tratti di personalità alla baseline, le aspettative di cambiamento e la suggestionabilità), nonché dall’azione neurobiologica di tali sostanze. Nonostante le evidenze preliminari siano promettenti, gli studi selezionati presentano numerosi limiti metodologici principalmente relativi alle caratteristiche dei campioni di partecipanti, alle difficoltà nel separare l’influenza delle variabili, alla natura e all’integrità del disegno sperimentale e ai problemi nelle misurazioni; pertanto viene fatta notare la necessità di costruire studi con impianto metodologico migliore al fine di verificare l’efficacia e la sicurezza degli psichedelici classici.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14239/33709