This thesis examines firm scaling as a phenomenon that is conceptually distinct from growth and high-growth. Building on recent academic work, it adopts a process perspective that defines scaling as a structurally distinctive pattern of expansion in which outputs increase disproportionately relative to inputs, enabled by system building, replicability and resource reconfiguration rather than linear resource accumulation. The study aims to clarify the concept of scaling, identify micro-level and macro-level enablers and constraints and examine the role of technological innovation across different contexts. The empirical component uses a qualitative multiple-case design based on semi-structured interviews with founders, CEOs or senior managers in five European firms across heterogeneous sectors. Within-case narratives and cross-case pattern matching identify recurring mechanisms and boundary conditions. The findings reinforce the separation between scaling and generic growth outcomes. Across cases, scaling is narrated as a shift in how outputs are produced relative to required inputs, with emphasis on building systems that reduce the marginal burden of additional activity. Organizational redesign emerges as a consistent mechanism, reflected in movement away from founder-centric coordination toward clearer roles, delegated decision rights and routines that lower coordination costs while protecting delivery quality. Replicability is central but context-dependent and often involves standardizing routines and delivery while managing residual variation through selective adaptation. Technological innovation acts as a contingent lever and supports scaling only when paired with complementary organizational capabilities and adoption-aware implementation. Overall, the thesis contributes a clearer conceptual framing of scaling and an empirically grounded account of the mechanisms through which scaling becomes feasible in practice.

Questa tesi analizza lo scaling d’impresa come fenomeno concettualmente distinto dalla crescita e dalla high-growth. Sulla base della letteratura recente, adotta una prospettiva processuale che definisce lo scaling come un modello di espansione strutturalmente distinto, in cui gli output aumentano in modo sproporzionato rispetto agli input, grazie a system building, replicabilità e riconfigurazione delle risorse più che tramite accumulo lineare. La ricerca mira a chiarire il concetto di scaling, individuare abilitatori e vincoli micro e macro e comprendere il ruolo dell’innovazione tecnologica in contesti differenti. La parte empirica utilizza un design qualitativo multi-caso basato su interviste semi-strutturate con founder, CEO o senior manager di cinque imprese europee in settori eterogenei. Le narrazioni within-case e il pattern matching cross-case evidenziano meccanismi ricorrenti e condizioni al contorno. I risultati confermano la distinzione tra scaling e crescita generica. Nei casi analizzati, lo scaling è descritto come un cambiamento nel modo in cui l’impresa produce output rispetto agli input necessari, attraverso sistemi che riducono l’onere marginale delle attività aggiuntive. Il redesign organizzativo emerge come meccanismo consistente, con un passaggio da coordinamento founder-centric a ruoli più chiari, delega e routine che riducono i costi di coordinamento preservando la qualità. La replicabilità è centrale ma dipende dal contesto e spesso richiede standardizzazione di routine e delivery con adattamento selettivo. L’innovazione tecnologica agisce come leva contingente e supporta lo scaling solo se accompagnata da capacità organizzative complementari e implementazione coerente con le dinamiche di adozione. Nel complesso, la tesi offre un inquadramento concettuale più chiaro dello scaling e una lettura empiricamente fondata dei meccanismi che ne rendono possibile la realizzazione.

Oltre la crescita: analisi del processo di scaling nelle imprese tech e non-tech

LUPI, MARCO
2024/2025

Abstract

This thesis examines firm scaling as a phenomenon that is conceptually distinct from growth and high-growth. Building on recent academic work, it adopts a process perspective that defines scaling as a structurally distinctive pattern of expansion in which outputs increase disproportionately relative to inputs, enabled by system building, replicability and resource reconfiguration rather than linear resource accumulation. The study aims to clarify the concept of scaling, identify micro-level and macro-level enablers and constraints and examine the role of technological innovation across different contexts. The empirical component uses a qualitative multiple-case design based on semi-structured interviews with founders, CEOs or senior managers in five European firms across heterogeneous sectors. Within-case narratives and cross-case pattern matching identify recurring mechanisms and boundary conditions. The findings reinforce the separation between scaling and generic growth outcomes. Across cases, scaling is narrated as a shift in how outputs are produced relative to required inputs, with emphasis on building systems that reduce the marginal burden of additional activity. Organizational redesign emerges as a consistent mechanism, reflected in movement away from founder-centric coordination toward clearer roles, delegated decision rights and routines that lower coordination costs while protecting delivery quality. Replicability is central but context-dependent and often involves standardizing routines and delivery while managing residual variation through selective adaptation. Technological innovation acts as a contingent lever and supports scaling only when paired with complementary organizational capabilities and adoption-aware implementation. Overall, the thesis contributes a clearer conceptual framing of scaling and an empirically grounded account of the mechanisms through which scaling becomes feasible in practice.
2024
Beyond growth: Unpacking the scaling process in tech and non-tech firms
Questa tesi analizza lo scaling d’impresa come fenomeno concettualmente distinto dalla crescita e dalla high-growth. Sulla base della letteratura recente, adotta una prospettiva processuale che definisce lo scaling come un modello di espansione strutturalmente distinto, in cui gli output aumentano in modo sproporzionato rispetto agli input, grazie a system building, replicabilità e riconfigurazione delle risorse più che tramite accumulo lineare. La ricerca mira a chiarire il concetto di scaling, individuare abilitatori e vincoli micro e macro e comprendere il ruolo dell’innovazione tecnologica in contesti differenti. La parte empirica utilizza un design qualitativo multi-caso basato su interviste semi-strutturate con founder, CEO o senior manager di cinque imprese europee in settori eterogenei. Le narrazioni within-case e il pattern matching cross-case evidenziano meccanismi ricorrenti e condizioni al contorno. I risultati confermano la distinzione tra scaling e crescita generica. Nei casi analizzati, lo scaling è descritto come un cambiamento nel modo in cui l’impresa produce output rispetto agli input necessari, attraverso sistemi che riducono l’onere marginale delle attività aggiuntive. Il redesign organizzativo emerge come meccanismo consistente, con un passaggio da coordinamento founder-centric a ruoli più chiari, delega e routine che riducono i costi di coordinamento preservando la qualità. La replicabilità è centrale ma dipende dal contesto e spesso richiede standardizzazione di routine e delivery con adattamento selettivo. L’innovazione tecnologica agisce come leva contingente e supporta lo scaling solo se accompagnata da capacità organizzative complementari e implementazione coerente con le dinamiche di adozione. Nel complesso, la tesi offre un inquadramento concettuale più chiaro dello scaling e una lettura empiricamente fondata dei meccanismi che ne rendono possibile la realizzazione.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14239/34065