The thesis analyzes the system of anti-mafia interdictions as a central instrument of administrative prevention aimed at countering the infiltration of organized crime into the legal economy and in relations with the Public Administration. The first chapter reconstructs the historical and regulatory evolution of anti-mafia preventive measures, highlighting the gradual shift from a merely repressive approach to a model based on prevention, up to the systematization of the subject within the Anti-Mafia Code. The second chapter examines the regulation of anti-mafia documentation, focusing on the distinction between anti-mafia communication and anti-mafia information, the legal nature of the interdiction measure, and the role of the Prefect in assessing the risk of mafia infiltration. It also analyzes the indicative elements of attempted infiltration, the “more likely than not” standard, and the procedure for adopting the measure, with particular reference to the most recent reforms. The system of judicial protection is then examined, with specific attention to the relationship between anti-mafia interdictions and voluntary judicial control, in light of the most recent case law developments; finally, reference is made to the scope of judicial review exercised by administrative courts over the Prefect’s powers. The third chapter explores the main critical issues of the instrument, with particular regard to its punitive effects on businesses, its economic and employment impacts, and the tensions with the principles of legality and personal responsibility, as well as the persistent problems related to generic interdictions. The thesis concludes with some reflections on the future development of the system, identifying possible solutions aimed at achieving a more balanced reconciliation between preventive needs and the protection of fundamental rights.

La tesi analizza il sistema delle interdittive antimafia, quale strumento centrale della prevenzione amministrativa volto a contrastare l’infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia legale e nei rapporti con la Pubblica Amministrazione. Il primo capitolo ricostruisce l’evoluzione storica e normativa delle misure di prevenzione antimafia, evidenziando il progressivo passaggio da una logica meramente repressiva a un modello fondato sulla prevenzione, fino alla sistematizzazione della materia nel Codice delle leggi antimafia. Il secondo capitolo esamina la disciplina della documentazione antimafia, soffermandosi sulla distinzione tra comunicazione e informazione antimafia, sulla natura giuridica dell’interdittiva e sul ruolo dell’autorità prefettizia nella valutazione del rischio di infiltrazione mafiosa. Sono altresì analizzati gli indici sintomatici del tentativo di infiltrazione, il criterio del “più probabile che non” e il procedimento di adozione del provvedimento, con particolare riferimento alle più recenti riforme. Viene poi esaminato il sistema di tutela giurisdizionale, con specifica attenzione al rapporto tra interdittiva antimafia e controllo giudiziario volontario, alla luce delle più recenti elaborazioni giurisprudenziali; infine, si fa riferimento al sindacato del giudice amministrativo sull’esercizio del potere prefettizio. Nel terzo capitolo sono approfonditi i principali profili critici dell’istituto, con particolare riferimento agli effetti afflittivi sulle imprese, alle ricadute economiche e occupazionali e alle tensioni con i principi di legalità e di responsabilità personale, nonché alle persistenti criticità delle interdittive generiche. La tesi si conclude con alcune riflessioni sulle prospettive evolutive del sistema, individuando possibili soluzioni volte a realizzare un più equilibrato bilanciamento tra le esigenze di prevenzione e la tutela dei diritti fondamentali.

Le interdittive antimafia tra esigenze di prevenzione e tutela dei diritti fondamentali

FERRULLI, ELENA
2024/2025

Abstract

The thesis analyzes the system of anti-mafia interdictions as a central instrument of administrative prevention aimed at countering the infiltration of organized crime into the legal economy and in relations with the Public Administration. The first chapter reconstructs the historical and regulatory evolution of anti-mafia preventive measures, highlighting the gradual shift from a merely repressive approach to a model based on prevention, up to the systematization of the subject within the Anti-Mafia Code. The second chapter examines the regulation of anti-mafia documentation, focusing on the distinction between anti-mafia communication and anti-mafia information, the legal nature of the interdiction measure, and the role of the Prefect in assessing the risk of mafia infiltration. It also analyzes the indicative elements of attempted infiltration, the “more likely than not” standard, and the procedure for adopting the measure, with particular reference to the most recent reforms. The system of judicial protection is then examined, with specific attention to the relationship between anti-mafia interdictions and voluntary judicial control, in light of the most recent case law developments; finally, reference is made to the scope of judicial review exercised by administrative courts over the Prefect’s powers. The third chapter explores the main critical issues of the instrument, with particular regard to its punitive effects on businesses, its economic and employment impacts, and the tensions with the principles of legality and personal responsibility, as well as the persistent problems related to generic interdictions. The thesis concludes with some reflections on the future development of the system, identifying possible solutions aimed at achieving a more balanced reconciliation between preventive needs and the protection of fundamental rights.
2024
The anti-mafia interdiction measures between preventive requirements and protection of fundamental rights
La tesi analizza il sistema delle interdittive antimafia, quale strumento centrale della prevenzione amministrativa volto a contrastare l’infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia legale e nei rapporti con la Pubblica Amministrazione. Il primo capitolo ricostruisce l’evoluzione storica e normativa delle misure di prevenzione antimafia, evidenziando il progressivo passaggio da una logica meramente repressiva a un modello fondato sulla prevenzione, fino alla sistematizzazione della materia nel Codice delle leggi antimafia. Il secondo capitolo esamina la disciplina della documentazione antimafia, soffermandosi sulla distinzione tra comunicazione e informazione antimafia, sulla natura giuridica dell’interdittiva e sul ruolo dell’autorità prefettizia nella valutazione del rischio di infiltrazione mafiosa. Sono altresì analizzati gli indici sintomatici del tentativo di infiltrazione, il criterio del “più probabile che non” e il procedimento di adozione del provvedimento, con particolare riferimento alle più recenti riforme. Viene poi esaminato il sistema di tutela giurisdizionale, con specifica attenzione al rapporto tra interdittiva antimafia e controllo giudiziario volontario, alla luce delle più recenti elaborazioni giurisprudenziali; infine, si fa riferimento al sindacato del giudice amministrativo sull’esercizio del potere prefettizio. Nel terzo capitolo sono approfonditi i principali profili critici dell’istituto, con particolare riferimento agli effetti afflittivi sulle imprese, alle ricadute economiche e occupazionali e alle tensioni con i principi di legalità e di responsabilità personale, nonché alle persistenti criticità delle interdittive generiche. La tesi si conclude con alcune riflessioni sulle prospettive evolutive del sistema, individuando possibili soluzioni volte a realizzare un più equilibrato bilanciamento tra le esigenze di prevenzione e la tutela dei diritti fondamentali.
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