La tesi ricostruisce i rapporti economici, sociali e migratori tra Milano e il Canton Ticino nel XVIII secolo, mostrando come lo spazio transalpino costituisse un sistema integrato in cui merci, persone e informazioni circolavano lungo gli stessi itinerari. Viene analizzata la struttura dei traffici: le merci scambiate, i percorsi utilizzati, i dazi e le gabelle che ne regolavano il transito. Le vie alpine non erano soltanto infrastrutture economiche, ma veri e propri corridoi di mobilità, come dimostrano anche le testimonianze dei viaggiatori, che rivelano la presenza di attori diversi dai semplici mercanti. Su questo sfondo si inseriscono le migrazioni alpine, al cui interno le reti migratorie consolidate facilitavano l’arrivo e l’inserimento di ulteriori conterranei. Milano offriva un mercato del lavoro ampio, capace di assorbire manodopera in mestieri essenziali ma poco prestigiosi, come facchini, osti, maronari e cioccolatai. La condivisione di lingua e religione attenuava la distanza culturale, favorendo forme di integrazione quotidiana che portarono i milanesi a percepire i ticinesi come una presenza familiare, pur nella loro alterità. Nel complesso, la tesi mostra come commercio e migrazione fossero processi interdipendenti, e come la presenza ticinese abbia contribuito in modo significativo alla vita economica e sociale della Milano settecentesca.
Dai baliaggi italiani a Milano: commercio, migrazione e integrazione sociale nella seconda metà del Settecento
TOSO, FRANCESCA
2024/2025
Abstract
La tesi ricostruisce i rapporti economici, sociali e migratori tra Milano e il Canton Ticino nel XVIII secolo, mostrando come lo spazio transalpino costituisse un sistema integrato in cui merci, persone e informazioni circolavano lungo gli stessi itinerari. Viene analizzata la struttura dei traffici: le merci scambiate, i percorsi utilizzati, i dazi e le gabelle che ne regolavano il transito. Le vie alpine non erano soltanto infrastrutture economiche, ma veri e propri corridoi di mobilità, come dimostrano anche le testimonianze dei viaggiatori, che rivelano la presenza di attori diversi dai semplici mercanti. Su questo sfondo si inseriscono le migrazioni alpine, al cui interno le reti migratorie consolidate facilitavano l’arrivo e l’inserimento di ulteriori conterranei. Milano offriva un mercato del lavoro ampio, capace di assorbire manodopera in mestieri essenziali ma poco prestigiosi, come facchini, osti, maronari e cioccolatai. La condivisione di lingua e religione attenuava la distanza culturale, favorendo forme di integrazione quotidiana che portarono i milanesi a percepire i ticinesi come una presenza familiare, pur nella loro alterità. Nel complesso, la tesi mostra come commercio e migrazione fossero processi interdipendenti, e come la presenza ticinese abbia contribuito in modo significativo alla vita economica e sociale della Milano settecentesca.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14239/34588