Internships are commonly viewed as a simple bridge between higher education and the labor market, offering the chance to apply academic knowledge to practical settings. However, the quality of this transition varies widely. Despite the increasing prevalence of internships, there is limited research on which specific features lead to the most meaningful outcomes, particularly regarding individuals’ capabilities and career aspirations. This gap is particularly significant in Italy, where the youth labor market is defined by mismatches of high educational attainment and low employment levels. Within this context, internships occupy an ambiguous role. They are framed as pathways to employment, but act as potential sites of precarity. This thesis, therefore, aims to analyze which organizational internship factors most influence outcomes for the intern. To address this, this thesis adopts a mixed-methods research design. Qualitative data were collected through a survey and analyzed via a correlation matrix to identify relationships between hypothesized significant internship variables and reported intern outcomes. This was further complemented by qualitative insights from interviews conducted with students with Italian internship experience. This collection of primary data was then triangulated with secondary data from the ILO and OECD, and completed with tertiary data from academic literature. This approach enabled a multidimensional analysis of internship elements and their impacts. The exploratory findings reveal the following patterns: First, internships in the Italian context are frequently characterized by precarity, reflecting broader challenges in the youth labor market. Second, internship experiences appear to be polarized: internships with the presence of high-quality explanatory variables were strongly associated with enhanced capability development. In contrast, the absence of these elements corresponds with capability restriction, feeding back into the dynamic of precarity. Notably, career aspirations seemed to have a limited connection to internship experiences. These results suggest that internships are not merely a transitional moment between education and work; rather, they are critical moments that impact the capabilities of an intern. Consequently, the results of this thesis naturally emphasize that, not only should identified key factors be present, but that they are also of high quality. Without quality control such as this, internships risk entrenching precarity rather than facilitating meaningful labor market integration.

Gli stage sono spesso visti come una connessione semplice tra l’educazione avanzata e il mercato del lavoro, offrendo l’opportunità di applicare conoscenze accademiche in contesti pratici. Tuttavia, la qualità di questa transizione varia molto. Nonostante la crescente presenza degli stage, la ricerca è limitata su quali caratteristiche specifiche portano ai risultati più significativi, particolarmente in riguardo alle capacità e alle aspirazioni di carriera degli individui. Questo gap è particolarmente importante in Italia, dove il mercato del lavoro giovanile è definito da un mismatch tra alto livello di educazione e bassi livelli di occupazione. In questo contesto, gli stage occupano un ruolo ambiguo: sono presentati come percorsi verso il lavoro, ma spesso funzionano come siti di possibile precarietà. Questa tesi, quindi, ha l’obiettivo di analizzare quali fattori organizzativi degli stage influenzano di più i risultati per lo stagista. Per affrontare questo, la tesi adotta un design di ricerca mixed-methods. I dati quantitativi sono stati raccolti tramite un survey e analizzati con una matrice di correlazione per identificare relazioni tra variabili ipotizzate come significative degli stage e i risultati riportati dagli stagisti. Questo è stato ulteriormente completato con insight qualitativi da interviste condotte con studenti con esperienza di stage in Italia. Questa raccolta di dati primari è stata poi triangolata con dati secondari da ILO e OECD, e completata con dati terziari dalla letteratura accademica. Questo approccio ha permesso un’analisi multidimensionale degli elementi degli stage e dei loro impatti. I risultati esplorativi mostrano alcuni pattern principali. Primo, gli stage nel contesto italiano sono frequentemente caratterizzati da precarietà, riflettendo sfide più ampie del mercato del lavoro giovanile. Secondo, le esperienze di stage sembrano polarizzate: stage con presenza di variabili di alta qualità sono fortemente associati a uno sviluppo maggiore delle capacità. Al contrario, l’assenza di questi elementi corrisponde a una restrizione delle capacità, contribuendo alla dinamica della precarietà. In particolare, le aspirazioni di carriera sembrano avere una connessione limitata con l’esperienza di stage. Questi risultati suggeriscono che gli stage non sono semplicemente un momento di transizione tra educazione e lavoro; piuttosto, sono momenti critici che influenzano le capacità dello stagista. Di conseguenza, questa tesi sottolinea che non solo i fattori chiave identificati devono essere presenti, ma devono anche essere di alta qualità. Senza un controllo di qualità di questo tipo, gli stage rischiano di rafforzare la precarietà invece di facilitare un’integrazione significativa nel mercato del lavoro.

I tirocini in Italia: una valutazione dell’espansione e della restrizione delle capacità

SVELLING, HANNAH GUDNY
2024/2025

Abstract

Internships are commonly viewed as a simple bridge between higher education and the labor market, offering the chance to apply academic knowledge to practical settings. However, the quality of this transition varies widely. Despite the increasing prevalence of internships, there is limited research on which specific features lead to the most meaningful outcomes, particularly regarding individuals’ capabilities and career aspirations. This gap is particularly significant in Italy, where the youth labor market is defined by mismatches of high educational attainment and low employment levels. Within this context, internships occupy an ambiguous role. They are framed as pathways to employment, but act as potential sites of precarity. This thesis, therefore, aims to analyze which organizational internship factors most influence outcomes for the intern. To address this, this thesis adopts a mixed-methods research design. Qualitative data were collected through a survey and analyzed via a correlation matrix to identify relationships between hypothesized significant internship variables and reported intern outcomes. This was further complemented by qualitative insights from interviews conducted with students with Italian internship experience. This collection of primary data was then triangulated with secondary data from the ILO and OECD, and completed with tertiary data from academic literature. This approach enabled a multidimensional analysis of internship elements and their impacts. The exploratory findings reveal the following patterns: First, internships in the Italian context are frequently characterized by precarity, reflecting broader challenges in the youth labor market. Second, internship experiences appear to be polarized: internships with the presence of high-quality explanatory variables were strongly associated with enhanced capability development. In contrast, the absence of these elements corresponds with capability restriction, feeding back into the dynamic of precarity. Notably, career aspirations seemed to have a limited connection to internship experiences. These results suggest that internships are not merely a transitional moment between education and work; rather, they are critical moments that impact the capabilities of an intern. Consequently, the results of this thesis naturally emphasize that, not only should identified key factors be present, but that they are also of high quality. Without quality control such as this, internships risk entrenching precarity rather than facilitating meaningful labor market integration.
2024
Internships in Italy: An Assessment of Capability Expansion and Restriction
Gli stage sono spesso visti come una connessione semplice tra l’educazione avanzata e il mercato del lavoro, offrendo l’opportunità di applicare conoscenze accademiche in contesti pratici. Tuttavia, la qualità di questa transizione varia molto. Nonostante la crescente presenza degli stage, la ricerca è limitata su quali caratteristiche specifiche portano ai risultati più significativi, particolarmente in riguardo alle capacità e alle aspirazioni di carriera degli individui. Questo gap è particolarmente importante in Italia, dove il mercato del lavoro giovanile è definito da un mismatch tra alto livello di educazione e bassi livelli di occupazione. In questo contesto, gli stage occupano un ruolo ambiguo: sono presentati come percorsi verso il lavoro, ma spesso funzionano come siti di possibile precarietà. Questa tesi, quindi, ha l’obiettivo di analizzare quali fattori organizzativi degli stage influenzano di più i risultati per lo stagista. Per affrontare questo, la tesi adotta un design di ricerca mixed-methods. I dati quantitativi sono stati raccolti tramite un survey e analizzati con una matrice di correlazione per identificare relazioni tra variabili ipotizzate come significative degli stage e i risultati riportati dagli stagisti. Questo è stato ulteriormente completato con insight qualitativi da interviste condotte con studenti con esperienza di stage in Italia. Questa raccolta di dati primari è stata poi triangolata con dati secondari da ILO e OECD, e completata con dati terziari dalla letteratura accademica. Questo approccio ha permesso un’analisi multidimensionale degli elementi degli stage e dei loro impatti. I risultati esplorativi mostrano alcuni pattern principali. Primo, gli stage nel contesto italiano sono frequentemente caratterizzati da precarietà, riflettendo sfide più ampie del mercato del lavoro giovanile. Secondo, le esperienze di stage sembrano polarizzate: stage con presenza di variabili di alta qualità sono fortemente associati a uno sviluppo maggiore delle capacità. Al contrario, l’assenza di questi elementi corrisponde a una restrizione delle capacità, contribuendo alla dinamica della precarietà. In particolare, le aspirazioni di carriera sembrano avere una connessione limitata con l’esperienza di stage. Questi risultati suggeriscono che gli stage non sono semplicemente un momento di transizione tra educazione e lavoro; piuttosto, sono momenti critici che influenzano le capacità dello stagista. Di conseguenza, questa tesi sottolinea che non solo i fattori chiave identificati devono essere presenti, ma devono anche essere di alta qualità. Senza un controllo di qualità di questo tipo, gli stage rischiano di rafforzare la precarietà invece di facilitare un’integrazione significativa nel mercato del lavoro.
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Descrizione: I tirocini in Italia: una valutazione dell’espansione e della restrizione delle capacità
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