La vitamina D è un ormone pleiotropico che svolge un ruolo chiave non solo nell’omeostasi fosfo-calcica, ma anche nella modulazione della risposta immunitaria e nella regolazione dello stato redox. Negli ultimi anni, numerose evidenze hanno associato livelli ridotti di questa vitamina a una maggiore incidenza e severità delle malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD o MICI), suggerendo un suo coinvolgimento attivo nella patogenesi e nel mantenimento della flogosi mucosale. Alterazioni della barriera intestinale, disbiosi microbica e risposte immunitarie aberranti caratterizzano il Morbo di Crohn (MC) e la Rettocolite Ulcerosa (RCU), traducendosi in uno stato cronico pro-infiammatorio e pro-ossidativo. L’obiettivo di questo studio è stato valutare i livelli sierici di vitamina D in una coorte di pazienti affetti da MICI, indagando il suo ruolo come immunomodulatore e potenziale fattore protettivo contro il danno cellulare ossidativo. Per questo scopo sono stati esaminati 110 pazienti (45 affetti da Morbo di Crohn, 47 da Rettocolite Ulcerosa e 18 da IBD indeterminata) in trattamento presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria “G. Martino” di Messina. Sui campioni sierici dei pazienti sono stati analizzati i livelli di vitamina D mediante cromatografia liquida accoppiata alla spettrometria di massa (LC-MS). Lo studio è stato completato dalla valutazione dello stress ossidativo attraverso la determinazione dei prodotti di ossidazione avanzata delle proteine (AOPP), della concentrazione proteica totale (metodo di Bradford) e dall'analisi dei parametri ematochimici e infiammatori (emocromo, PCR, VES, profilo vitaminico e marziale) disponibili nel database del laboratorio. Le differenze tra i gruppi e le correlazioni tra le variabili sono state analizzate rispettivamente con i test di Mann-Whitney U e di Spearman. L’analisi dei risultati ha evidenziato che, sebbene i livelli medi di vitamina D fossero sovrapponibili tra MC e RCU, il fenotipo infiammatorio e l'impatto dello stress ossidativo divergono in modo marcato tra le due patologie: • Nei pazienti affetti da Morbo di Crohn, la carenza di vitamina D (< 20 ng/mL) si è associata in modo significativo a un profilo più infiammatorio caratterizzato dall’incremento di PCR, fibrinogeno e indici cellulari (NLR e PLR) e da un aumento del rapporto AOPP/Proteine, indice di un marcato stress ossidativo proteico. • Nei pazienti affetti da Rettocolite Ulcerosa, l’ipovitaminosi D si è correlata a profonde alterazioni dell’assetto nutrizionale ed ematopoietico, con riduzione dei folati e tendenza alla macrocitosi, senza incremento significativo degli AOPP. Nel complesso, i dati indicano che la vitamina D non rappresenti un semplice indicatore quantitativo, ma un modulatore biologico fenotipo-specifico nelle MICI, con un ruolo differenziale nella regolazione della risposta infiammatoria e dello stato redox. In particolare, l’associazione con gli AOPP nel Morbo di Crohn evidenzia un coinvolgimento diretto nel danno ossidativo proteico. L’integrazione sistematica del monitoraggio della vitamina D, insieme a indici innovativi quali D/PCR e AOPP/Proteine, rappresenta un potenziale passo decisivo verso una gestione terapeutica più personalizzata e biologicamente mirata dei pazienti affetti da IBD. 

IL RUOLO DELLA VITAMINA D NELLE MALATTIE INFIAMMATORIE CRONICHE INTESTINALI

MANNA, MARTINA
2024/2025

Abstract

La vitamina D è un ormone pleiotropico che svolge un ruolo chiave non solo nell’omeostasi fosfo-calcica, ma anche nella modulazione della risposta immunitaria e nella regolazione dello stato redox. Negli ultimi anni, numerose evidenze hanno associato livelli ridotti di questa vitamina a una maggiore incidenza e severità delle malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD o MICI), suggerendo un suo coinvolgimento attivo nella patogenesi e nel mantenimento della flogosi mucosale. Alterazioni della barriera intestinale, disbiosi microbica e risposte immunitarie aberranti caratterizzano il Morbo di Crohn (MC) e la Rettocolite Ulcerosa (RCU), traducendosi in uno stato cronico pro-infiammatorio e pro-ossidativo. L’obiettivo di questo studio è stato valutare i livelli sierici di vitamina D in una coorte di pazienti affetti da MICI, indagando il suo ruolo come immunomodulatore e potenziale fattore protettivo contro il danno cellulare ossidativo. Per questo scopo sono stati esaminati 110 pazienti (45 affetti da Morbo di Crohn, 47 da Rettocolite Ulcerosa e 18 da IBD indeterminata) in trattamento presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria “G. Martino” di Messina. Sui campioni sierici dei pazienti sono stati analizzati i livelli di vitamina D mediante cromatografia liquida accoppiata alla spettrometria di massa (LC-MS). Lo studio è stato completato dalla valutazione dello stress ossidativo attraverso la determinazione dei prodotti di ossidazione avanzata delle proteine (AOPP), della concentrazione proteica totale (metodo di Bradford) e dall'analisi dei parametri ematochimici e infiammatori (emocromo, PCR, VES, profilo vitaminico e marziale) disponibili nel database del laboratorio. Le differenze tra i gruppi e le correlazioni tra le variabili sono state analizzate rispettivamente con i test di Mann-Whitney U e di Spearman. L’analisi dei risultati ha evidenziato che, sebbene i livelli medi di vitamina D fossero sovrapponibili tra MC e RCU, il fenotipo infiammatorio e l'impatto dello stress ossidativo divergono in modo marcato tra le due patologie: • Nei pazienti affetti da Morbo di Crohn, la carenza di vitamina D (< 20 ng/mL) si è associata in modo significativo a un profilo più infiammatorio caratterizzato dall’incremento di PCR, fibrinogeno e indici cellulari (NLR e PLR) e da un aumento del rapporto AOPP/Proteine, indice di un marcato stress ossidativo proteico. • Nei pazienti affetti da Rettocolite Ulcerosa, l’ipovitaminosi D si è correlata a profonde alterazioni dell’assetto nutrizionale ed ematopoietico, con riduzione dei folati e tendenza alla macrocitosi, senza incremento significativo degli AOPP. Nel complesso, i dati indicano che la vitamina D non rappresenti un semplice indicatore quantitativo, ma un modulatore biologico fenotipo-specifico nelle MICI, con un ruolo differenziale nella regolazione della risposta infiammatoria e dello stato redox. In particolare, l’associazione con gli AOPP nel Morbo di Crohn evidenzia un coinvolgimento diretto nel danno ossidativo proteico. L’integrazione sistematica del monitoraggio della vitamina D, insieme a indici innovativi quali D/PCR e AOPP/Proteine, rappresenta un potenziale passo decisivo verso una gestione terapeutica più personalizzata e biologicamente mirata dei pazienti affetti da IBD. 
2024
“The Role of Vitamin D in Chronic Inflammatory Bowel Diseases.”
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14239/34691