L’ecotossicologia si è evoluta progressivamente come una disciplina scientifica chiave per valutare l’impatto dei contaminanti sull’ecosistema. I saggi ecotossicologici sono gli strumenti che utilizzano diversi organismi modello per determinare se si sono verificati danni nell’ambiente. Parlando nello specifico di prodotti per il bucato – oggetto di questo studio sperimentale – negli ultimi anni è sempre più crescente la produzione e la vendita di formulazioni alternative ai prodotti convenzionali, le quali utilizzano la “chimica verde”: progettare formulazioni le cui componenti si scompongono in innocui prodotti di degradazione, le cui sostanze pericolose sono ridotte e/o eliminate. Per questo lavoro di tesi è stato fatto un sondaggio al fine di verificare i prodotti tradizionali più comprati: Dixan, Sole e Chanteclair. Questi sono stati comparati con altri tre detersivi emersi nel sondaggio che presentano un’indicazione importante in etichetta, ovvero la dicitura “bio/green”: Winni’s, Green Emotion e Biophura. Lo scopo è stato quello di verificare se l'etichetta presente nei prodotti “bio” sia realmente rappresentativa della tossicità dei detersivi. Ai fini della valutazione, i crostacei cladoceri della specie Daphnia magna, l’alga unicellulare della specie Raphidocelis subcapitata e i batteri bioluminescenti della specie Vibrio fischeri sono stati utilizzati per condurre test di tossicità acuta in cui è stato determinato il valore di EC50 misurando rispettivamente l’immobilità dei crostacei e l’inibizione del tasso di crescita algale e della bioluminescenza batterica. A questo scopo, sono state preparate una serie di diluizioni seriali che hanno consentito di determinare la tossicità dei prodotti ai tre organismi selezionati. I risultati ottenuti permettono di affermare che, in generale, i detersivi meglio sopportati da tutti e tre gli organismi rientrano nella categoria “green”, sebbene Biophura rappresenti un’eccezione: tutti e tre gli individui percepiscono la sua tossicità già a basse concentrazioni e, inoltre, per ben due di questi (Raphidocelis subcapitata e Vibrio fischeri) è il prodotto meno tollerato in assoluto. Il prodotto tradizionale più tossico è risultato essere Dixan. Al contrario, i più tollerati sono stati Green Emotion e Sole. Anche quest’ultimo si può definire un’eccezione: nonostante quanto appena dichiarato, non rientra nella categoria “green”. Le conclusioni tratte da questo studio sperimentale non possono assumere valore di carattere generale e avvalorano la necessità di compiere studi sperimentali su altre categorie di prodotti emergenti, considerando inoltre altri aspetti degli individui quali comportamento, riproduzione, effetti cumulativi di detergenti diversi. Sarebbe auspicabile ampliare la gamma di organismi modello e valutare il destino dei vari prodotti nei comparti ambientali, studiando sia il fenomeno del bioaccumulo, sia il processo di biorisanamento.

Confronto tra metodi ecotossicologici per valutare la tossicità di acque reflue domestiche

GRANDI, MATILDA
2024/2025

Abstract

L’ecotossicologia si è evoluta progressivamente come una disciplina scientifica chiave per valutare l’impatto dei contaminanti sull’ecosistema. I saggi ecotossicologici sono gli strumenti che utilizzano diversi organismi modello per determinare se si sono verificati danni nell’ambiente. Parlando nello specifico di prodotti per il bucato – oggetto di questo studio sperimentale – negli ultimi anni è sempre più crescente la produzione e la vendita di formulazioni alternative ai prodotti convenzionali, le quali utilizzano la “chimica verde”: progettare formulazioni le cui componenti si scompongono in innocui prodotti di degradazione, le cui sostanze pericolose sono ridotte e/o eliminate. Per questo lavoro di tesi è stato fatto un sondaggio al fine di verificare i prodotti tradizionali più comprati: Dixan, Sole e Chanteclair. Questi sono stati comparati con altri tre detersivi emersi nel sondaggio che presentano un’indicazione importante in etichetta, ovvero la dicitura “bio/green”: Winni’s, Green Emotion e Biophura. Lo scopo è stato quello di verificare se l'etichetta presente nei prodotti “bio” sia realmente rappresentativa della tossicità dei detersivi. Ai fini della valutazione, i crostacei cladoceri della specie Daphnia magna, l’alga unicellulare della specie Raphidocelis subcapitata e i batteri bioluminescenti della specie Vibrio fischeri sono stati utilizzati per condurre test di tossicità acuta in cui è stato determinato il valore di EC50 misurando rispettivamente l’immobilità dei crostacei e l’inibizione del tasso di crescita algale e della bioluminescenza batterica. A questo scopo, sono state preparate una serie di diluizioni seriali che hanno consentito di determinare la tossicità dei prodotti ai tre organismi selezionati. I risultati ottenuti permettono di affermare che, in generale, i detersivi meglio sopportati da tutti e tre gli organismi rientrano nella categoria “green”, sebbene Biophura rappresenti un’eccezione: tutti e tre gli individui percepiscono la sua tossicità già a basse concentrazioni e, inoltre, per ben due di questi (Raphidocelis subcapitata e Vibrio fischeri) è il prodotto meno tollerato in assoluto. Il prodotto tradizionale più tossico è risultato essere Dixan. Al contrario, i più tollerati sono stati Green Emotion e Sole. Anche quest’ultimo si può definire un’eccezione: nonostante quanto appena dichiarato, non rientra nella categoria “green”. Le conclusioni tratte da questo studio sperimentale non possono assumere valore di carattere generale e avvalorano la necessità di compiere studi sperimentali su altre categorie di prodotti emergenti, considerando inoltre altri aspetti degli individui quali comportamento, riproduzione, effetti cumulativi di detergenti diversi. Sarebbe auspicabile ampliare la gamma di organismi modello e valutare il destino dei vari prodotti nei comparti ambientali, studiando sia il fenomeno del bioaccumulo, sia il processo di biorisanamento.
2024
Comparison of ecotoxicological methods for assessing the toxicity of domestic wastewater
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14239/34749