This thesis examines acquiring-firm announcement performance in U.S. domestic mergers and acquisitions between 2002 and 2024, combining traditional percentage abnormal returns with dollar-based wealth measures. The analysis follows a standard event study design, where announcement outcomes are measured using cumulative abnormal returns (CAR [−1,+1]), abnormal dollar returns (ADR), changes in market capitalization (ΔMCAP), and cents-per-dollar (CPD) metrics. Across the full sample, announcement CAR remain small (0.6%) and are not statistically different from zero. This finding suggests that short-term market reactions do not provide strong evidence of systematic value creation or destruction in percentage terms. In contrast, dollar-based measures reveal economically relevant effects: the average announcement is associated with a positive change in market capitalization of 312.5 million USD (expressed in constant 2024 USD), while the cents-per-dollar metric indicates modest but positive aggregate wealth effects (17.35 cents per USD spent on acquisitions). However, abnormal dollar returns are not statistically significant, highlighting a highly dispersed distribution of outcomes, largely driven by firm size and a limited number of large transactions. Subperiod analyses show considerable heterogeneity over time, with economically meaningful dollar-based effects concentrated in specific phases of the sample. Comparative tests between crisis and non-crisis periods do not provide statistical evidence that announcement performance systematically deteriorates during periods of economic distress. Cross-sectional regressions further indicate that deal characteristics, particularly relative deal size, private target status, and firm scale, are more strongly associated with CAR [-1,+1] than ESG measures. Within the 2021–2024 subsample, ESG scores do not display a statistically significant relationship with short-window cumulative abnormal returns. Overall, the evidence suggests that bidder announcement performance is highly dispersed rather than consistently value creating or value destroying. While percentage returns remain modest on average, dollar-based metrics offer an additional perspective that captures economically meaningful effects linked to transaction scale and deal characteristics.

Questo elaborato esamina la performance all’annuncio delle imprese acquirenti nelle operazioni di fusione e acquisizione domestiche negli Stati Uniti tra il 2002 e il 2024, combinando le tradizionali misure di rendimenti anomali percentuali con misure di ricchezza espresse in dollari. L’analisi segue un approccio standard di event study, in cui gli effetti dell’annuncio sono misurati tramite i rendimenti anomali cumulati (CAR [−1,+1]), i rendimenti anomali in dollari (ADR), le variazioni della capitalizzazione di mercato (ΔMCAP) e la metrica cents-per-dollar (CPD). Nell’intero campione, i CAR all’annuncio rimangono contenuti (0,6%) e non risultano statisticamente differenti da zero. Questo risultato suggerisce che le reazioni di mercato nel breve periodo non forniscono evidenze solide di una creazione o distruzione sistematica di valore in termini percentuali. Al contrario, le misure basate sui valori in dollari rivelano effetti economicamente rilevanti: in media, un annuncio è associato a un aumento della capitalizzazione di mercato pari a 312,5 milioni di dollari (espressi in dollari costanti del 2024), mentre la metrica cents-per-dollar indica effetti aggregati di ricchezza modesti ma positivi (17,35 centesimi per ogni dollaro speso in acquisizioni). Tuttavia, i rendimenti anomali in dollari non risultano statisticamente significativi, evidenziando una distribuzione degli esiti altamente dispersa, in gran parte determinata dalla dimensione delle imprese e da un numero limitato di operazioni di grande entità. Le analisi per sottoperiodi mostrano una notevole eterogeneità nel tempo, con effetti economicamente significativi nelle misure in dollari concentrati in specifiche fasi del campione. I test comparativi tra periodi di crisi e periodi non di crisi non forniscono evidenze statistiche che la performance all’annuncio peggiori sistematicamente durante fasi di difficoltà economica. Le regressioni cross-section indicano inoltre che le caratteristiche delle operazioni, in particolare la dimensione relativa della transazione, lo status di target privato e la scala dell’impresa, sono maggiormente associate ai CAR [-1,+1] rispetto alle misure ESG. Nel sottocampione 2021–2024, i punteggi ESG non mostrano una relazione statisticamente significativa con i rendimenti anomali cumulati nel breve intervallo temporale. Nel complesso, i risultati suggeriscono che la performance all’annuncio delle imprese acquirenti è altamente dispersa piuttosto che sistematicamente generatrice o distruttrice di valore. Sebbene i rendimenti percentuali risultino mediamente modesti, le metriche basate sui valori in dollari offrono una prospettiva aggiuntiva che consente di cogliere effetti economicamente rilevanti legati alla scala delle operazioni e alle caratteristiche delle transazioni.

Rendimenti all’annuncio di operazioni di fusione e acquisizione (M&A): evidenza empirica sulla performance delle imprese acquirenti

BERTÉ, ALESSANDRO
2024/2025

Abstract

This thesis examines acquiring-firm announcement performance in U.S. domestic mergers and acquisitions between 2002 and 2024, combining traditional percentage abnormal returns with dollar-based wealth measures. The analysis follows a standard event study design, where announcement outcomes are measured using cumulative abnormal returns (CAR [−1,+1]), abnormal dollar returns (ADR), changes in market capitalization (ΔMCAP), and cents-per-dollar (CPD) metrics. Across the full sample, announcement CAR remain small (0.6%) and are not statistically different from zero. This finding suggests that short-term market reactions do not provide strong evidence of systematic value creation or destruction in percentage terms. In contrast, dollar-based measures reveal economically relevant effects: the average announcement is associated with a positive change in market capitalization of 312.5 million USD (expressed in constant 2024 USD), while the cents-per-dollar metric indicates modest but positive aggregate wealth effects (17.35 cents per USD spent on acquisitions). However, abnormal dollar returns are not statistically significant, highlighting a highly dispersed distribution of outcomes, largely driven by firm size and a limited number of large transactions. Subperiod analyses show considerable heterogeneity over time, with economically meaningful dollar-based effects concentrated in specific phases of the sample. Comparative tests between crisis and non-crisis periods do not provide statistical evidence that announcement performance systematically deteriorates during periods of economic distress. Cross-sectional regressions further indicate that deal characteristics, particularly relative deal size, private target status, and firm scale, are more strongly associated with CAR [-1,+1] than ESG measures. Within the 2021–2024 subsample, ESG scores do not display a statistically significant relationship with short-window cumulative abnormal returns. Overall, the evidence suggests that bidder announcement performance is highly dispersed rather than consistently value creating or value destroying. While percentage returns remain modest on average, dollar-based metrics offer an additional perspective that captures economically meaningful effects linked to transaction scale and deal characteristics.
2024
M&A Announcement Returns: Empirical Evidence on Acquirer Performance
Questo elaborato esamina la performance all’annuncio delle imprese acquirenti nelle operazioni di fusione e acquisizione domestiche negli Stati Uniti tra il 2002 e il 2024, combinando le tradizionali misure di rendimenti anomali percentuali con misure di ricchezza espresse in dollari. L’analisi segue un approccio standard di event study, in cui gli effetti dell’annuncio sono misurati tramite i rendimenti anomali cumulati (CAR [−1,+1]), i rendimenti anomali in dollari (ADR), le variazioni della capitalizzazione di mercato (ΔMCAP) e la metrica cents-per-dollar (CPD). Nell’intero campione, i CAR all’annuncio rimangono contenuti (0,6%) e non risultano statisticamente differenti da zero. Questo risultato suggerisce che le reazioni di mercato nel breve periodo non forniscono evidenze solide di una creazione o distruzione sistematica di valore in termini percentuali. Al contrario, le misure basate sui valori in dollari rivelano effetti economicamente rilevanti: in media, un annuncio è associato a un aumento della capitalizzazione di mercato pari a 312,5 milioni di dollari (espressi in dollari costanti del 2024), mentre la metrica cents-per-dollar indica effetti aggregati di ricchezza modesti ma positivi (17,35 centesimi per ogni dollaro speso in acquisizioni). Tuttavia, i rendimenti anomali in dollari non risultano statisticamente significativi, evidenziando una distribuzione degli esiti altamente dispersa, in gran parte determinata dalla dimensione delle imprese e da un numero limitato di operazioni di grande entità. Le analisi per sottoperiodi mostrano una notevole eterogeneità nel tempo, con effetti economicamente significativi nelle misure in dollari concentrati in specifiche fasi del campione. I test comparativi tra periodi di crisi e periodi non di crisi non forniscono evidenze statistiche che la performance all’annuncio peggiori sistematicamente durante fasi di difficoltà economica. Le regressioni cross-section indicano inoltre che le caratteristiche delle operazioni, in particolare la dimensione relativa della transazione, lo status di target privato e la scala dell’impresa, sono maggiormente associate ai CAR [-1,+1] rispetto alle misure ESG. Nel sottocampione 2021–2024, i punteggi ESG non mostrano una relazione statisticamente significativa con i rendimenti anomali cumulati nel breve intervallo temporale. Nel complesso, i risultati suggeriscono che la performance all’annuncio delle imprese acquirenti è altamente dispersa piuttosto che sistematicamente generatrice o distruttrice di valore. Sebbene i rendimenti percentuali risultino mediamente modesti, le metriche basate sui valori in dollari offrono una prospettiva aggiuntiva che consente di cogliere effetti economicamente rilevanti legati alla scala delle operazioni e alle caratteristiche delle transazioni.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14239/34759