This thesis investigates the concept of utopia as a theoretical-critical device and a design tool aimed at questioning the conditions of contemporary dwelling and outlining possible alternative scenarios. Through an interdisciplinary approach that intertwines philosophy, urban theory, and historical-anthropological analysis, the study reconstructs the genealogy of utopian thought - from classical formulations to modern and contemporary interpretations - highlighting its continuities, ruptures, and operative potentials. The research is grounded in the assumption that dwelling cannot be reduced to a merely functional or technical-spatial dimension. Instead, it has to be regarded as a complex existential practice, expressing the dynamic relationship between individual, community, and environment. From this perspective on, the city emerges simultaneously as the historical outcome of utopian processes and as a critical field whose dominant paradigms can be rethought in light of ongoing socio-economic, cultural, and environmental transformations. Within this theoretical framework, Alḗtheia (Ἀλήθεια) is conceived as the elaboration of a utopian form of dwelling, understood not as a prescriptive model but as an open and processual configuration. Building upon these preconditions, the research develops a theoretical framework grounded in the concept of the “critical group”, in the village dimension as an optimal biological and social unit, in proximity as an ordering principle of urban space, in the genius loci as the root of architectural identity, and in cooperation as a structural alternative to dominant individualism. The proposed settlement model outlines a system of self-sufficient, ecologically integrated urban units, governed by forms of collective intelligence oriented toward collective well-being rather than economic growth. Based on principles of balance, self-sufficiency, relationality, and awareness, Alḗtheia aims to redefine the very foundations of contemporary dwelling, reconfiguring the relationship between human beings, space, and community, while restoring centrality to authentic forms of work, education, nature, and human relationships as the core elements of a renewed condition of inhabiting. More than a formal project, it ultimately presents itself as a mode of dwelling, capable of reasserting the ethical, symbolic, and existential dimension of both architecture and the city.

La presente tesi indaga il concetto di utopia quale dispositivo teorico-critico e strumento progettuale volto a interrogare le condizioni dell’abitare contemporaneo e a delineare possibili scenari alternativi. Attraverso un approccio interdisciplinare che intreccia filosofia, teoria urbanistica e analisi storico-antropologica, il lavoro ricostruisce la genealogia del pensiero utopico - dalle formulazioni classiche alle interpretazioni moderne e contemporanee - individuandone permanenze, fratture e potenzialità operative. L’indagine si fonda sull’assunto che l’abitare non possa essere ridotto a mera dimensione funzionale o tecnico-spaziale, ma debba essere inteso come pratica esistenziale complessa, espressione della relazione dinamica tra individuo, comunità e ambiente. In tale prospettiva, la città si configura simultaneamente come esito storico di processi utopici e come campo critico entro cui ripensare i paradigmi dominanti alla luce delle trasformazioni socioeconomiche, culturali e ambientali in atto. All’interno di questo quadro teorico, Alḗtheia (Ἀλήθεια) si configura come elaborazione di una forma utopica dell’abitare, intesa non tanto come modello prescrittivo quanto come configurazione aperta e processuale. A partire da tali premesse, la ricerca sviluppa un impianto teorico fondato sul concetto di “gruppo critico”, sulla dimensione del borgo come unità biologica e sociale ottimale, sulla prossimità quale principio ordinatore dello spazio urbano, sul genius loci come radice identitaria dell’architettura e sulla cooperazione quale alternativa strutturale all’individualismo dominante. Il modello insediativo proposto configura un sistema di comparti urbani autosufficienti, ecologicamente integrati e governati da forme di intelligenza collettiva orientate prima di tutto al benessere diffuso, più che alla crescita economica. Fondata su principi di equilibrio, autosufficienza, relazionalità e consapevolezza, Alḗtheia si propone di ridefinire i presupposti stessi dell’esperienza abitativa contemporanea, riconfigurando il rapporto tra essere umano, spazio e collettività e restituendo centralità a forme autentiche del lavoro, all’educazione, alla natura e alle relazioni umane come fondamenti di una nuova condizione dell’abitare. Più che un progetto formale, essa si configura come un modo dell’abitare, capace di restituire all’architettura e alla città una dimensione etica, simbolica ed esistenziale.

Alḗtheia - Forma utopica dell'abitare

MONTAGNER, LUCA
2024/2025

Abstract

This thesis investigates the concept of utopia as a theoretical-critical device and a design tool aimed at questioning the conditions of contemporary dwelling and outlining possible alternative scenarios. Through an interdisciplinary approach that intertwines philosophy, urban theory, and historical-anthropological analysis, the study reconstructs the genealogy of utopian thought - from classical formulations to modern and contemporary interpretations - highlighting its continuities, ruptures, and operative potentials. The research is grounded in the assumption that dwelling cannot be reduced to a merely functional or technical-spatial dimension. Instead, it has to be regarded as a complex existential practice, expressing the dynamic relationship between individual, community, and environment. From this perspective on, the city emerges simultaneously as the historical outcome of utopian processes and as a critical field whose dominant paradigms can be rethought in light of ongoing socio-economic, cultural, and environmental transformations. Within this theoretical framework, Alḗtheia (Ἀλήθεια) is conceived as the elaboration of a utopian form of dwelling, understood not as a prescriptive model but as an open and processual configuration. Building upon these preconditions, the research develops a theoretical framework grounded in the concept of the “critical group”, in the village dimension as an optimal biological and social unit, in proximity as an ordering principle of urban space, in the genius loci as the root of architectural identity, and in cooperation as a structural alternative to dominant individualism. The proposed settlement model outlines a system of self-sufficient, ecologically integrated urban units, governed by forms of collective intelligence oriented toward collective well-being rather than economic growth. Based on principles of balance, self-sufficiency, relationality, and awareness, Alḗtheia aims to redefine the very foundations of contemporary dwelling, reconfiguring the relationship between human beings, space, and community, while restoring centrality to authentic forms of work, education, nature, and human relationships as the core elements of a renewed condition of inhabiting. More than a formal project, it ultimately presents itself as a mode of dwelling, capable of reasserting the ethical, symbolic, and existential dimension of both architecture and the city.
2024
Alḗtheia - A utopian mode of dwelling
La presente tesi indaga il concetto di utopia quale dispositivo teorico-critico e strumento progettuale volto a interrogare le condizioni dell’abitare contemporaneo e a delineare possibili scenari alternativi. Attraverso un approccio interdisciplinare che intreccia filosofia, teoria urbanistica e analisi storico-antropologica, il lavoro ricostruisce la genealogia del pensiero utopico - dalle formulazioni classiche alle interpretazioni moderne e contemporanee - individuandone permanenze, fratture e potenzialità operative. L’indagine si fonda sull’assunto che l’abitare non possa essere ridotto a mera dimensione funzionale o tecnico-spaziale, ma debba essere inteso come pratica esistenziale complessa, espressione della relazione dinamica tra individuo, comunità e ambiente. In tale prospettiva, la città si configura simultaneamente come esito storico di processi utopici e come campo critico entro cui ripensare i paradigmi dominanti alla luce delle trasformazioni socioeconomiche, culturali e ambientali in atto. All’interno di questo quadro teorico, Alḗtheia (Ἀλήθεια) si configura come elaborazione di una forma utopica dell’abitare, intesa non tanto come modello prescrittivo quanto come configurazione aperta e processuale. A partire da tali premesse, la ricerca sviluppa un impianto teorico fondato sul concetto di “gruppo critico”, sulla dimensione del borgo come unità biologica e sociale ottimale, sulla prossimità quale principio ordinatore dello spazio urbano, sul genius loci come radice identitaria dell’architettura e sulla cooperazione quale alternativa strutturale all’individualismo dominante. Il modello insediativo proposto configura un sistema di comparti urbani autosufficienti, ecologicamente integrati e governati da forme di intelligenza collettiva orientate prima di tutto al benessere diffuso, più che alla crescita economica. Fondata su principi di equilibrio, autosufficienza, relazionalità e consapevolezza, Alḗtheia si propone di ridefinire i presupposti stessi dell’esperienza abitativa contemporanea, riconfigurando il rapporto tra essere umano, spazio e collettività e restituendo centralità a forme autentiche del lavoro, all’educazione, alla natura e alle relazioni umane come fondamenti di una nuova condizione dell’abitare. Più che un progetto formale, essa si configura come un modo dell’abitare, capace di restituire all’architettura e alla città una dimensione etica, simbolica ed esistenziale.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14239/35027