This thesis analyzes Ugo Ferrandi's photographic production between 1887 and 1923 and his bequests preserved in the Faraggiana and Ferrandi Collections in Novara, placing them within the context of visual practices linked to Italian colonial expansion. Through an interdisciplinary approach that intertwines the history of photography, postcolonial studies, and visual culture, the work investigates how photography was employed not only as a tool of documentation but also as an ideological device capable of constructing and legitimizing the colonial gaze. The work offers a critical interpretation of Ferrandi's photographs that explicitly takes into account the colonial nature of his gaze. From this perspective, the images are not considered as neutral or purely documentary testimonies, but as situated products, informed by power relations and a specific worldview. The analysis highlights how the visual construction of subjects, places, and relationships reflects and contributes to consolidating a colonial imaginary, making visible the dynamics of othering and hierarchization implicit in photographic practices of the time. From this perspective, the research helps define the role of photography in Italian colonial history, highlighting its complexity and ambivalence as a means of knowledge and an instrument of power.

Questa tesi analizza la produzione fotografica di Ugo Ferrandi tra il 1887 e il 1923 e i suoi lasciti conservati nei Fondi Faraggiana e Ferrandi di Novara, collocandoli nel contesto delle pratiche visive legate all’espansione coloniale italiana. Attraverso un approccio interdisciplinare che intreccia storia della fotografia, studi postcoloniali e cultura visuale, il lavoro indaga come la fotografia sia stata impiegata non solo come strumento di documentazione, ma anche come dispositivo ideologico capace di costruire e legittimare lo sguardo coloniale. Il lavoro propone un’interpretazione critica delle fotografie di Ferrandi che tiene esplicitamente conto della natura coloniale del suo sguardo. In questa prospettiva, le immagini non vengono considerate come testimonianze neutre o puramente documentarie, ma come prodotti situati, attraversati da rapporti di potere e da una specifica visione del mondo. L’analisi evidenzia come la costruzione visiva dei soggetti, dei luoghi e delle relazioni rifletta e contribuisca a consolidare un immaginario coloniale, rendendo visibili le dinamiche di alterizzazione e gerarchizzazione implicite nelle pratiche fotografiche dell’epoca. Attraverso questa prospettiva, la ricerca contribuisce a definire il ruolo della fotografia nella storia coloniale italiana, evidenziandone la complessità e ambivalenza come mezzo di conoscenza e strumento di potere.

Fotografare per documentare: pratiche visive e sguardo coloniale nella fotografia di Ugo Ferrandi (1887-1923)

ARNOLDI, SARA
2024/2025

Abstract

This thesis analyzes Ugo Ferrandi's photographic production between 1887 and 1923 and his bequests preserved in the Faraggiana and Ferrandi Collections in Novara, placing them within the context of visual practices linked to Italian colonial expansion. Through an interdisciplinary approach that intertwines the history of photography, postcolonial studies, and visual culture, the work investigates how photography was employed not only as a tool of documentation but also as an ideological device capable of constructing and legitimizing the colonial gaze. The work offers a critical interpretation of Ferrandi's photographs that explicitly takes into account the colonial nature of his gaze. From this perspective, the images are not considered as neutral or purely documentary testimonies, but as situated products, informed by power relations and a specific worldview. The analysis highlights how the visual construction of subjects, places, and relationships reflects and contributes to consolidating a colonial imaginary, making visible the dynamics of othering and hierarchization implicit in photographic practices of the time. From this perspective, the research helps define the role of photography in Italian colonial history, highlighting its complexity and ambivalence as a means of knowledge and an instrument of power.
2024
Photographing to Document: Visual Practices and the Colonial Gaze in the Photography of Ugo Ferrandi (1887-1923)
Questa tesi analizza la produzione fotografica di Ugo Ferrandi tra il 1887 e il 1923 e i suoi lasciti conservati nei Fondi Faraggiana e Ferrandi di Novara, collocandoli nel contesto delle pratiche visive legate all’espansione coloniale italiana. Attraverso un approccio interdisciplinare che intreccia storia della fotografia, studi postcoloniali e cultura visuale, il lavoro indaga come la fotografia sia stata impiegata non solo come strumento di documentazione, ma anche come dispositivo ideologico capace di costruire e legittimare lo sguardo coloniale. Il lavoro propone un’interpretazione critica delle fotografie di Ferrandi che tiene esplicitamente conto della natura coloniale del suo sguardo. In questa prospettiva, le immagini non vengono considerate come testimonianze neutre o puramente documentarie, ma come prodotti situati, attraversati da rapporti di potere e da una specifica visione del mondo. L’analisi evidenzia come la costruzione visiva dei soggetti, dei luoghi e delle relazioni rifletta e contribuisca a consolidare un immaginario coloniale, rendendo visibili le dinamiche di alterizzazione e gerarchizzazione implicite nelle pratiche fotografiche dell’epoca. Attraverso questa prospettiva, la ricerca contribuisce a definire il ruolo della fotografia nella storia coloniale italiana, evidenziandone la complessità e ambivalenza come mezzo di conoscenza e strumento di potere.
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Tesi Arnoldi Sara - Fotografare per documentare - pratiche visive e sguardo coloniale nella fotografia di Ugo Ferrandi.pdf

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Descrizione: Tesi di Laurea Magistrale in Studi dell'Africa e dell'Asia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14239/35148