This work takes inspiration from the analysis of Giorgina Levi's unpublished correspondence, written during her seven-year exile in Bolivia, where she emigrated in 1939 with her husband, Enzo Arian, due to the anti-Jewish legislation of the Italian fascist government. Through the study of the letters preserved in the Levi Arian collection at the Fondazione Istituto Piemontese Antonio Gramsci in Turin, we attempted to retrace the history of the exile experience of a young Jewish intellectual from Turin's lower middle class and her political and personal development, from antifascism to communist militancy. Particular attention is paid to the peculiar context of Bolivia, which was minor if compared to the main destinations of European Jewish emigration and characterized by deep-rooted economic and social inequalities. An in-depth analysis of the letters also brings out a transnational network of correspondence with exponents of anti-fascism in exile and the Jewish diaspora in Latin America. Notably significant is the correspondance with Mario Montagnana, Giorgina Levi's uncle, who was exiled in Mexico. By enhancing previously little-studied archival documents, this work aims to contribute to studies on Italian Jewish emigration and European anti-fascist networks in Latin America.

Il lavoro prende le mosse dall’analisi dell’epistolario inedito di Giorgina Levi, scritto durante i sette anni di esilio in Bolivia, paese in cui emigra nel 1939 con il marito Enzo Arian a causa della legislazione antiebraica del governo fascista italiano. Attraverso lo studio delle lettere conservate nel fondo Levi Arian della Fondazione Istituto piemontese Antonio Gramsci di Torino si è cercato di ricostruire l’esperienza esiliare di una giovane intellettuale ebrea appartenente alla piccola borghesia torinese e il suo percorso di maturazione politica e personale, dall’antifascismo alla militanza comunista. Particolare attenzione è dedicata alla peculiarità del contesto boliviano, marginale rispetto alle mete principali dell’emigrazione ebraica europea e caratterizzato da profonde disuguaglianze economiche e sociali. L’analisi delle lettere mette inoltre in evidenza una rete transnazionale di relazioni epistolari con esponenti dell’antifascismo in esilio e della diaspora ebraica in America Latina; particolarmente significativo è il carteggio con Mario Montagnana, zio di Giorgina Levi, esule in Messico. Attraverso la valorizzazione di una documentazione archivistica finora poco studiata, il lavoro intende contribuire agli studi sull’emigrazione ebraica italiana e sulle reti dell’antifascismo europeo in America Latina.

Una «drôle de vie». L’esperienza dell’esilio nell’epistolario dalla Bolivia di Giorgina Levi Arian (1939-1946)

BARIANI, CRISTINA
2025/2026

Abstract

This work takes inspiration from the analysis of Giorgina Levi's unpublished correspondence, written during her seven-year exile in Bolivia, where she emigrated in 1939 with her husband, Enzo Arian, due to the anti-Jewish legislation of the Italian fascist government. Through the study of the letters preserved in the Levi Arian collection at the Fondazione Istituto Piemontese Antonio Gramsci in Turin, we attempted to retrace the history of the exile experience of a young Jewish intellectual from Turin's lower middle class and her political and personal development, from antifascism to communist militancy. Particular attention is paid to the peculiar context of Bolivia, which was minor if compared to the main destinations of European Jewish emigration and characterized by deep-rooted economic and social inequalities. An in-depth analysis of the letters also brings out a transnational network of correspondence with exponents of anti-fascism in exile and the Jewish diaspora in Latin America. Notably significant is the correspondance with Mario Montagnana, Giorgina Levi's uncle, who was exiled in Mexico. By enhancing previously little-studied archival documents, this work aims to contribute to studies on Italian Jewish emigration and European anti-fascist networks in Latin America.
2025
A «drôle de vie». The Experience of Exile in Giorgina Levi Arian’s Letters from Bolivia (1939–1946)
Il lavoro prende le mosse dall’analisi dell’epistolario inedito di Giorgina Levi, scritto durante i sette anni di esilio in Bolivia, paese in cui emigra nel 1939 con il marito Enzo Arian a causa della legislazione antiebraica del governo fascista italiano. Attraverso lo studio delle lettere conservate nel fondo Levi Arian della Fondazione Istituto piemontese Antonio Gramsci di Torino si è cercato di ricostruire l’esperienza esiliare di una giovane intellettuale ebrea appartenente alla piccola borghesia torinese e il suo percorso di maturazione politica e personale, dall’antifascismo alla militanza comunista. Particolare attenzione è dedicata alla peculiarità del contesto boliviano, marginale rispetto alle mete principali dell’emigrazione ebraica europea e caratterizzato da profonde disuguaglianze economiche e sociali. L’analisi delle lettere mette inoltre in evidenza una rete transnazionale di relazioni epistolari con esponenti dell’antifascismo in esilio e della diaspora ebraica in America Latina; particolarmente significativo è il carteggio con Mario Montagnana, zio di Giorgina Levi, esule in Messico. Attraverso la valorizzazione di una documentazione archivistica finora poco studiata, il lavoro intende contribuire agli studi sull’emigrazione ebraica italiana e sulle reti dell’antifascismo europeo in America Latina.
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