This thesis explores the identity crisis and the ontological fragmentation of the "Modern Subject" in Iranian cinema, analyzing a timeframe spanning from the 1960s New Wave to the contemporary post-sanctions era. The research adopts a multidisciplinary theoretical framework that merges Carl Gustav Jung’s analytical psychology (concepts of Persona, Shadow, Regression, and Individuation), Bahram Beyzaie’s theatrical anthropology (the role of the mask and historical insecurity), and sociological film criticism (Hamid Dabashi, Hamid Naficy). The central hermeneutic lens is the Persian dialectic between Zahir (appearance, law, social mask) and Batin (inner truth, soul). Through an in-depth analysis of four seminal films, the study traces the evolution of the "Pathology of the Mask". Chapter 2 examines The Cow (D. Mehrjui, 1969), illustrating animal regression as a response to the trauma of modernization and the loss of the "prosthetic Self". Chapter 3 focuses on hyper-identification and urban simulation, contrasting the poetic and redemptive identity usurpation in Close-up (A. Kiarostami, 1990) with the demonic inflation and violent enantiodromia in World War III (H. Seyyedi, 2022). Finally, Chapter 4 addresses the frontal clash with mortality and ethics in the face of a corrupt system, comparing the vehicular Nekyia toward suicide in Taste of Cherry (A. Kiarostami, 1997) to the fatal assimilation of the Shadow in A Man of Integrity (M. Rasoulof, 2017). The thesis concludes that Iranian auteur cinema records a profound historical disillusionment: the Subject is trapped in a paradox where the necessity to survive physically within the totalitarianism of the Zahir dictates the irreversible destruction of their Batin.

Questa tesi esplora la crisi d'identità e la frammentazione ontologica del "Soggetto Moderno" nel cinema iraniano, analizzando un arco temporale che va dalla New Wave degli anni '60 fino all'era contemporanea post-sanzioni. Il lavoro adotta un quadro teorico multidisciplinare che fa convergere la psicologia analitica di Carl Gustav Jung (i concetti di Persona, Ombra, Regressione e Individuazione), l'antropologia teatrale di Bahram Beyzaie (il ruolo della maschera e dell'insicurezza storica) e la critica sociologica e cinematografica (Hamid Dabashi, Hamid Naficy). La lente ermeneutica centrale è la dialettica persiana tra Zahir (l'apparenza, la legge, la maschera sociale) e Batin (la verità interiore, l'anima). Attraverso l'analisi approfondita di quattro opere fondamentali, la ricerca traccia l'evoluzione della "Patologia della Maschera". Il Capitolo 2 esamina The Cow (D. Mehrjui, 1969), mostrando la regressione animale come risposta al trauma della modernizzazione e la perdita del "Sé protesico". Il Capitolo 3 si concentra sull'iper-identificazione e la simulazione metropolitana, mettendo a confronto l'usurpazione d'identità poetica e redentiva in Close-up (A. Kiarostami, 1990) con l'inflazione demoniaca e l'enantiodromia violenta in World War III (H. Seyyedi, 2022). Infine, il Capitolo 4 affronta lo scontro frontale con la mortalità e l'etica di fronte a un sistema corrotto, contrapponendo la Nekyia automobilistica verso il suicidio in Taste of Cherry (A. Kiarostami, 1997) all'assimilazione fatale dell'Ombra in A Man of Integrity (M. Rasoulof, 2017). La tesi conclude che il cinema d'autore iraniano registra una profonda disillusione storica: il Soggetto si trova intrappolato in un paradosso dove l'esigenza di sopravvivere nel totalitarismo dello Zahir impone la distruzione irreversibile del proprio Batin.

L’Inconscio collettivo e L'identità culturale nel teatro e cinema iraniano: forme, protagonisti, ritualità

SHAFIEI, ROUZBEH
2025/2026

Abstract

This thesis explores the identity crisis and the ontological fragmentation of the "Modern Subject" in Iranian cinema, analyzing a timeframe spanning from the 1960s New Wave to the contemporary post-sanctions era. The research adopts a multidisciplinary theoretical framework that merges Carl Gustav Jung’s analytical psychology (concepts of Persona, Shadow, Regression, and Individuation), Bahram Beyzaie’s theatrical anthropology (the role of the mask and historical insecurity), and sociological film criticism (Hamid Dabashi, Hamid Naficy). The central hermeneutic lens is the Persian dialectic between Zahir (appearance, law, social mask) and Batin (inner truth, soul). Through an in-depth analysis of four seminal films, the study traces the evolution of the "Pathology of the Mask". Chapter 2 examines The Cow (D. Mehrjui, 1969), illustrating animal regression as a response to the trauma of modernization and the loss of the "prosthetic Self". Chapter 3 focuses on hyper-identification and urban simulation, contrasting the poetic and redemptive identity usurpation in Close-up (A. Kiarostami, 1990) with the demonic inflation and violent enantiodromia in World War III (H. Seyyedi, 2022). Finally, Chapter 4 addresses the frontal clash with mortality and ethics in the face of a corrupt system, comparing the vehicular Nekyia toward suicide in Taste of Cherry (A. Kiarostami, 1997) to the fatal assimilation of the Shadow in A Man of Integrity (M. Rasoulof, 2017). The thesis concludes that Iranian auteur cinema records a profound historical disillusionment: the Subject is trapped in a paradox where the necessity to survive physically within the totalitarianism of the Zahir dictates the irreversible destruction of their Batin.
2025
The Collective Unconscious and Cultural Identity in Iranian Theater and Cinema: Forms, Protagonists, Rituals
Questa tesi esplora la crisi d'identità e la frammentazione ontologica del "Soggetto Moderno" nel cinema iraniano, analizzando un arco temporale che va dalla New Wave degli anni '60 fino all'era contemporanea post-sanzioni. Il lavoro adotta un quadro teorico multidisciplinare che fa convergere la psicologia analitica di Carl Gustav Jung (i concetti di Persona, Ombra, Regressione e Individuazione), l'antropologia teatrale di Bahram Beyzaie (il ruolo della maschera e dell'insicurezza storica) e la critica sociologica e cinematografica (Hamid Dabashi, Hamid Naficy). La lente ermeneutica centrale è la dialettica persiana tra Zahir (l'apparenza, la legge, la maschera sociale) e Batin (la verità interiore, l'anima). Attraverso l'analisi approfondita di quattro opere fondamentali, la ricerca traccia l'evoluzione della "Patologia della Maschera". Il Capitolo 2 esamina The Cow (D. Mehrjui, 1969), mostrando la regressione animale come risposta al trauma della modernizzazione e la perdita del "Sé protesico". Il Capitolo 3 si concentra sull'iper-identificazione e la simulazione metropolitana, mettendo a confronto l'usurpazione d'identità poetica e redentiva in Close-up (A. Kiarostami, 1990) con l'inflazione demoniaca e l'enantiodromia violenta in World War III (H. Seyyedi, 2022). Infine, il Capitolo 4 affronta lo scontro frontale con la mortalità e l'etica di fronte a un sistema corrotto, contrapponendo la Nekyia automobilistica verso il suicidio in Taste of Cherry (A. Kiarostami, 1997) all'assimilazione fatale dell'Ombra in A Man of Integrity (M. Rasoulof, 2017). La tesi conclude che il cinema d'autore iraniano registra una profonda disillusione storica: il Soggetto si trova intrappolato in un paradosso dove l'esigenza di sopravvivere nel totalitarismo dello Zahir impone la distruzione irreversibile del proprio Batin.
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
ROUZBEH SHAFIEI 532752 (1) copy.pdf

embargo fino al 16/01/2027

Dimensione 6.3 MB
Formato Adobe PDF
6.3 MB Adobe PDF   Richiedi una copia

È consentito all'utente scaricare e condividere i documenti disponibili a testo pieno in UNITESI UNIPV nel rispetto della licenza Creative Commons del tipo CC BY NC ND.
Per maggiori informazioni e per verifiche sull'eventuale disponibilità del file scrivere a: [email protected].

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14239/35543