Body representation is a complex construct that contributes to the development of personal identity and the embodied self. The present thesis explores some of the factors involved in body size perception, with particular attention to the role of self-face recognition in the evaluation of body dimensions. A sample of 20 healthy young women took part in an experimental task designed to assess the perception of both real and ideal body size. During the task, participants were asked to judge whether the body dimensions of realistic avatars, created from their own photographs and subsequently manipulated to appear either thinner or larger, corresponded to their actual body size or to their ideal body. The avatars were presented under three different identity conditions: with the participant's own face, with the face of an unfamiliar person, or with a blurred face. The results revealed a general underestimation of body size and a stronger tendency to select thinner avatars in the ideal body condition than in the real body condition. In addition, reaction time analyses showed faster responses for judgments concerning the ideal body, suggesting that these stimuli were processed more easily. Contrary to the main hypothesis, the identity associated with the avatar did not significantly affect either body size estimation or reaction times. This finding suggests that self-face recognition alone may not be sufficient to activate self-referential processes capable of modifying body representation. Furthermore, a positive association emerged between Body Mass Index (BMI) and body-related distress. Body-related distress was also associated with greater discrepancy between the perceived real body and the ideal body, accounting for a significant proportion of its variance independently of BMI. These findings suggest that the subjective experience of one's body may play a greater role in body representation than objective physical characteristics alone. Overall, the findings indicate that body size perception is not determined solely by objective physical characteristics but is also influenced by psychological factors, particularly body-related distress. These results highlight the importance of considering subjective and affective components in understanding distortions of body representation.

La rappresentazione corporea è un costrutto complesso che contribuisce alla costruzione dell’identità personale e del Sé corporeo. La presente tesi esplora alcuni dei fattori coinvolti nella percezione delle dimensioni corporee, con particolare attenzione al ruolo del riconoscimento del proprio volto nella percezione delle dimensioni del corpo. Un campione di 20 giovani donne sane ha preso parte a un compito sperimentale volto a valutare la percezione delle dimensioni del corpo reale e del corpo ideale. Durante il compito, alle partecipanti veniva chiesto di giudicare se le dimensioni corporee di avatar realistici, costruiti a partire dalle loro fotografie e successivamente modificati per apparire più magri o più robusti, corrispondessero alle loro reali dimensioni corporee o al loro corpo ideale. Gli avatar erano presentati in tre diverse condizioni di identità: con il volto della partecipante, con il volto di una persona sconosciuta oppure con il volto sfocato. I risultati hanno evidenziato una generale sottostima delle dimensioni corporee e una marcata tendenza a scegliere avatar più magri nella condizione ideale rispetto a quella reale. L’analisi dei tempi di risposta ha inoltre mostrato giudizi più rapidi per il corpo ideale, suggerendo una maggiore facilità di elaborazione di tali stimoli. Contrariamente all'ipotesi principale dello studio, l'identità associata all'avatar non ha influenzato in modo significativo né la stima delle dimensioni corporee né i tempi di risposta, suggerendo che il riconoscimento del proprio volto potrebbe non essere sufficiente, da solo, ad attivare processi autoreferenziali in grado di modificare la rappresentazione corporea. Nel presente campione è inoltre emersa una relazione positiva tra BMI e disagio corporeo. Il disagio corporeo è risultato associato a una maggiore discrepanza tra corpo reale e corpo ideale, spiegandone una quota significativa di varianza indipendentemente dal BMI. Questo risultato suggerisce che il vissuto soggettivo del corpo. contribuisca maggiormente alla rappresentazione corporea rispetto alle sole caratteristiche fisiche oggettive. Nel complesso, i risultati suggeriscono che la percezione delle dimensioni corporee non dipende esclusivamente da caratteristiche fisiche oggettive, ma può essere influenzata da fattori psicologici, in particolare dal disagio corporeo. Queste evidenze sottolineano l’importanza di considerare la componente soggettiva e affettiva nella comprensione delle distorsioni della rappresentazione corporea.

L’effetto del riconoscimento di sé sulla stima delle dimensioni corporee in giovani donne sane: uno studio sperimentale.

STOPPA, VALENTINA
2025/2026

Abstract

Body representation is a complex construct that contributes to the development of personal identity and the embodied self. The present thesis explores some of the factors involved in body size perception, with particular attention to the role of self-face recognition in the evaluation of body dimensions. A sample of 20 healthy young women took part in an experimental task designed to assess the perception of both real and ideal body size. During the task, participants were asked to judge whether the body dimensions of realistic avatars, created from their own photographs and subsequently manipulated to appear either thinner or larger, corresponded to their actual body size or to their ideal body. The avatars were presented under three different identity conditions: with the participant's own face, with the face of an unfamiliar person, or with a blurred face. The results revealed a general underestimation of body size and a stronger tendency to select thinner avatars in the ideal body condition than in the real body condition. In addition, reaction time analyses showed faster responses for judgments concerning the ideal body, suggesting that these stimuli were processed more easily. Contrary to the main hypothesis, the identity associated with the avatar did not significantly affect either body size estimation or reaction times. This finding suggests that self-face recognition alone may not be sufficient to activate self-referential processes capable of modifying body representation. Furthermore, a positive association emerged between Body Mass Index (BMI) and body-related distress. Body-related distress was also associated with greater discrepancy between the perceived real body and the ideal body, accounting for a significant proportion of its variance independently of BMI. These findings suggest that the subjective experience of one's body may play a greater role in body representation than objective physical characteristics alone. Overall, the findings indicate that body size perception is not determined solely by objective physical characteristics but is also influenced by psychological factors, particularly body-related distress. These results highlight the importance of considering subjective and affective components in understanding distortions of body representation.
2025
The effect of Self-Recognition on Body Size Estimation in Healthy Young Women: An experimental Study.
La rappresentazione corporea è un costrutto complesso che contribuisce alla costruzione dell’identità personale e del Sé corporeo. La presente tesi esplora alcuni dei fattori coinvolti nella percezione delle dimensioni corporee, con particolare attenzione al ruolo del riconoscimento del proprio volto nella percezione delle dimensioni del corpo. Un campione di 20 giovani donne sane ha preso parte a un compito sperimentale volto a valutare la percezione delle dimensioni del corpo reale e del corpo ideale. Durante il compito, alle partecipanti veniva chiesto di giudicare se le dimensioni corporee di avatar realistici, costruiti a partire dalle loro fotografie e successivamente modificati per apparire più magri o più robusti, corrispondessero alle loro reali dimensioni corporee o al loro corpo ideale. Gli avatar erano presentati in tre diverse condizioni di identità: con il volto della partecipante, con il volto di una persona sconosciuta oppure con il volto sfocato. I risultati hanno evidenziato una generale sottostima delle dimensioni corporee e una marcata tendenza a scegliere avatar più magri nella condizione ideale rispetto a quella reale. L’analisi dei tempi di risposta ha inoltre mostrato giudizi più rapidi per il corpo ideale, suggerendo una maggiore facilità di elaborazione di tali stimoli. Contrariamente all'ipotesi principale dello studio, l'identità associata all'avatar non ha influenzato in modo significativo né la stima delle dimensioni corporee né i tempi di risposta, suggerendo che il riconoscimento del proprio volto potrebbe non essere sufficiente, da solo, ad attivare processi autoreferenziali in grado di modificare la rappresentazione corporea. Nel presente campione è inoltre emersa una relazione positiva tra BMI e disagio corporeo. Il disagio corporeo è risultato associato a una maggiore discrepanza tra corpo reale e corpo ideale, spiegandone una quota significativa di varianza indipendentemente dal BMI. Questo risultato suggerisce che il vissuto soggettivo del corpo. contribuisca maggiormente alla rappresentazione corporea rispetto alle sole caratteristiche fisiche oggettive. Nel complesso, i risultati suggeriscono che la percezione delle dimensioni corporee non dipende esclusivamente da caratteristiche fisiche oggettive, ma può essere influenzata da fattori psicologici, in particolare dal disagio corporeo. Queste evidenze sottolineano l’importanza di considerare la componente soggettiva e affettiva nella comprensione delle distorsioni della rappresentazione corporea.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14239/35961