The visual system can be considered a sort of catalyst for experience, possessing the ability to coordinate all other sensory-perceptual systems and to assign meaning to the environment. These characteristics make it closely linked to the development of social cognition. This is a broad construct that includes a set of neuro-cognitive processes allowing individuals to navigate social contexts. Since the primary socio-cognitive precursors, such as pointing, social referencing, and intentional anticipation, are largely mediated by the visual system, visual impairment in early childhood can significantly impact developmental trajectories. Concurrently, the quality of early dyadic interactions can become a predictive factor for further socio-cognitive aspects, such as mentalization, problem-solving, and emotional regulation, even in contexts of atypical development. Regarding the points described above, it is necessary to consider that visual impairment carries specific consequences. Foundational elements for the development of a dyadic relationship and socio-cognitive learning, such as eye contact, recognition of facial expressions, and visual imitation would be precluded, thereby increasing the complexity of these processes. Clinical evidence further suggests that such conditions may lead to 'delays' in socio-cognitive development and complicate the interpretation of communicative signals by caregivers. In this regard, the lack of adaptation of research methodologies, which are primarily based on visual tasks, is highlighted. This narrative review addresses several experimental contributions on the subject, the results of which highlight the need for personalized intervention protocols. These practices should foster the socio-cognitive and communicative development of children and adolescents through multisensory stimulation. Symmetrically, providing parental support would promote more sensitive and contingent interactive modes, which are more attuned and aligned with the child's needs.

Il sistema visivo può essere considerato come una sorta di catalizzatore dell’esperienza, avente la capacità di coordinare tutti gli altri sistemi percettivo-sensoriali e di attribuire un significato all'ambiente. Queste caratteristiche lo rendono strettamente connesso allo sviluppo della cognizione sociale. Si tratta di un costrutto ampio, che include un insieme di processi neuro-cognitivi, tali da permettere di orientarsi all’interno dei contesti sociali. Poiché i principali precursori socio-cognitivi, quali “pointing, social referencing, anticipazione intenzionale”, sono mediati in larga parte dal sistema visivo, la compromissione di quest’ultimo, in età precoce, può impattarne significativamente le traiettorie di sviluppo. Parallelamente, la qualità delle interazioni diadiche precoci, può divenire un fattore predittivo di ulteriori aspetti socio-cognitivi, come mentalizzazione, risoluzione dei problemi e regolazione emotiva, anche in contesti di sviluppo atipico. Riguardo quanto fino ad ora descritto, risulta necessario considerare che la compromissione visiva porti con sé delle conseguenze. Elementi fondanti per lo sviluppo di una relazione diadica e un apprendimento socio-cognitivo sarebbero preclusi, quali, contatto visivo, riconoscimento delle espressioni facciali, imitazione visiva, aumentando la complessità di tali processi. Evidenze cliniche suggeriscono, inoltre, che condizioni tali, possano indurre a “ritardi” nello sviluppo socio-cognitivo e rendere complessi i processi di interpretazione dei segnali comunicativi da parte dei caregiver. A tale proposito, si sottolinea il mancato adattamento di metodologie di ricerca, basatesi principalmente su compiti di natura visiva. In questa revisione narrativa vengono trattati diversi contributi sperimentali sul tema, dai cui risultati emerge l’esigenza di attuare protocolli di intervento personalizzato. Queste pratiche dovrebbero favorire lo sviluppo socio-cognitivo e comunicativo di soggetti in età evolutiva, attraverso una stimolazione multisensoriale. In modo simmetrico, fornire supporto genitoriale promuoverebbe modalità interattive maggiormente sensibili e contingenti, dunque maggiormente sintonizzate e allineate ai bisogni del proprio bambino.

Deficit visivi totali o parziali in età precoce ed effetti sullo sviluppo della cognizione sociale e sulla relazione con i caregiver: Una revisione della letteratura

PERRI, AURORA
2025/2026

Abstract

The visual system can be considered a sort of catalyst for experience, possessing the ability to coordinate all other sensory-perceptual systems and to assign meaning to the environment. These characteristics make it closely linked to the development of social cognition. This is a broad construct that includes a set of neuro-cognitive processes allowing individuals to navigate social contexts. Since the primary socio-cognitive precursors, such as pointing, social referencing, and intentional anticipation, are largely mediated by the visual system, visual impairment in early childhood can significantly impact developmental trajectories. Concurrently, the quality of early dyadic interactions can become a predictive factor for further socio-cognitive aspects, such as mentalization, problem-solving, and emotional regulation, even in contexts of atypical development. Regarding the points described above, it is necessary to consider that visual impairment carries specific consequences. Foundational elements for the development of a dyadic relationship and socio-cognitive learning, such as eye contact, recognition of facial expressions, and visual imitation would be precluded, thereby increasing the complexity of these processes. Clinical evidence further suggests that such conditions may lead to 'delays' in socio-cognitive development and complicate the interpretation of communicative signals by caregivers. In this regard, the lack of adaptation of research methodologies, which are primarily based on visual tasks, is highlighted. This narrative review addresses several experimental contributions on the subject, the results of which highlight the need for personalized intervention protocols. These practices should foster the socio-cognitive and communicative development of children and adolescents through multisensory stimulation. Symmetrically, providing parental support would promote more sensitive and contingent interactive modes, which are more attuned and aligned with the child's needs.
2025
Total or Partial Visual Impairment in Early Childhood and its Effects on the Development of Social Cognition and Caregiver Relationship: A Review of the Literature
Il sistema visivo può essere considerato come una sorta di catalizzatore dell’esperienza, avente la capacità di coordinare tutti gli altri sistemi percettivo-sensoriali e di attribuire un significato all'ambiente. Queste caratteristiche lo rendono strettamente connesso allo sviluppo della cognizione sociale. Si tratta di un costrutto ampio, che include un insieme di processi neuro-cognitivi, tali da permettere di orientarsi all’interno dei contesti sociali. Poiché i principali precursori socio-cognitivi, quali “pointing, social referencing, anticipazione intenzionale”, sono mediati in larga parte dal sistema visivo, la compromissione di quest’ultimo, in età precoce, può impattarne significativamente le traiettorie di sviluppo. Parallelamente, la qualità delle interazioni diadiche precoci, può divenire un fattore predittivo di ulteriori aspetti socio-cognitivi, come mentalizzazione, risoluzione dei problemi e regolazione emotiva, anche in contesti di sviluppo atipico. Riguardo quanto fino ad ora descritto, risulta necessario considerare che la compromissione visiva porti con sé delle conseguenze. Elementi fondanti per lo sviluppo di una relazione diadica e un apprendimento socio-cognitivo sarebbero preclusi, quali, contatto visivo, riconoscimento delle espressioni facciali, imitazione visiva, aumentando la complessità di tali processi. Evidenze cliniche suggeriscono, inoltre, che condizioni tali, possano indurre a “ritardi” nello sviluppo socio-cognitivo e rendere complessi i processi di interpretazione dei segnali comunicativi da parte dei caregiver. A tale proposito, si sottolinea il mancato adattamento di metodologie di ricerca, basatesi principalmente su compiti di natura visiva. In questa revisione narrativa vengono trattati diversi contributi sperimentali sul tema, dai cui risultati emerge l’esigenza di attuare protocolli di intervento personalizzato. Queste pratiche dovrebbero favorire lo sviluppo socio-cognitivo e comunicativo di soggetti in età evolutiva, attraverso una stimolazione multisensoriale. In modo simmetrico, fornire supporto genitoriale promuoverebbe modalità interattive maggiormente sensibili e contingenti, dunque maggiormente sintonizzate e allineate ai bisogni del proprio bambino.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14239/35966