This paper investigates the relationship between firms' data-driven maturity and their ability to manage raw material risks in the Italian gold and jewelry sector, comparing two distinct organizational models: large, brand-driven luxury fashion houses and predominantly cost-driven small and medium-sized enterprises in the Arezzo, Valenza, and Vicenza districts. The analysis adopts a mixed research design, combining the study of the fashion houses' public documentation, four semi-structured interviews conducted in the Valenza district, and the quantitative analysis of a sample of financial statements extracted from the Orbis database. The results reveal a more complex picture than initially expected. The higher gross margins found in SMEs do not necessarily indicate a greater ability to dictate market prices, but often reflect the spread of subcontracting. At the same time, operating profitability tends to converge across size classes, suggesting that both large and small firms incur specific costs to manage uncertainty. Large luxury brands rely on advanced information systems, formalized procedures, and structured control tools; SMEs compensate with organizational flexibility, consolidated relationships, and knowledge gained through experience. Therefore, one model is not clearly superior to the other, but rather two distinct approaches to risk management, each with its own strengths and limitations. In this context, data analytics tools and AI-based solutions could offer SMEs new opportunities to improve decision support without having to adopt the complex organizational structure typical of large brands.

Il lavoro indaga la relazione tra la maturità data-driven delle imprese e la loro capacità di governare i rischi legati alle materie prime nel settore orafo-gioielliero italiano, mettendo a confronto due modelli organizzativi distanti. Ovvero, le grandi maison del lusso, di orientamento brand-driven, e le piccole e medie imprese dei distretti di Arezzo, Valenza e Vicenza, prevalentemente cost-driven. L'analisi adotta un disegno di ricerca misto, che intreccia lo studio della documentazione pubblica delle maison, quattro interviste semi-strutturate condotte nel distretto di Valenza e l'elaborazione quantitativa di un campione di bilanci estratto dalla banca dati Orbis. I risultati restituiscono una realtà più articolata di quanto ci si potesse attendere inizialmente. I margini lordi più elevati rilevati nelle PMI non sono necessariamente il segnale di una maggiore capacità di imporre i prezzi al mercato, ma riflettono spesso la diffusione della lavorazione in conto terzi. Al tempo stesso, la redditività operativa tende ad avvicinarsi tra le diverse classi dimensionali, suggerendo che tanto le grandi imprese quanto le realtà più piccole sostengano costi specifici per gestire l’incertezza. Le grandi Maison del lusso fanno affidamento su sistemi informativi avanzati, procedure formalizzate e strumenti di controllo strutturati; le PMI compensano con flessibilità organizzativa, relazioni consolidate e conoscenze maturate attraverso l’esperienza. Non emerge quindi una netta superiorità di un modello sull’altro, ma la presenza di due modalità differenti di affrontare il rischio, entrambe caratterizzate da punti di forza e limiti propri. In questo contesto, strumenti di analisi dei dati e soluzioni basate sull’intelligenza artificiale potrebbero offrire alle PMI nuove opportunità per migliorare il supporto alle decisioni senza dover adottare la complessa struttura organizzativa tipica delle grandi maison.

Il ruolo dei dati nella gestione dei rischi delle materie prime nel settore orafo-gioielliero

NIERO, DAVIDE
2025/2026

Abstract

This paper investigates the relationship between firms' data-driven maturity and their ability to manage raw material risks in the Italian gold and jewelry sector, comparing two distinct organizational models: large, brand-driven luxury fashion houses and predominantly cost-driven small and medium-sized enterprises in the Arezzo, Valenza, and Vicenza districts. The analysis adopts a mixed research design, combining the study of the fashion houses' public documentation, four semi-structured interviews conducted in the Valenza district, and the quantitative analysis of a sample of financial statements extracted from the Orbis database. The results reveal a more complex picture than initially expected. The higher gross margins found in SMEs do not necessarily indicate a greater ability to dictate market prices, but often reflect the spread of subcontracting. At the same time, operating profitability tends to converge across size classes, suggesting that both large and small firms incur specific costs to manage uncertainty. Large luxury brands rely on advanced information systems, formalized procedures, and structured control tools; SMEs compensate with organizational flexibility, consolidated relationships, and knowledge gained through experience. Therefore, one model is not clearly superior to the other, but rather two distinct approaches to risk management, each with its own strengths and limitations. In this context, data analytics tools and AI-based solutions could offer SMEs new opportunities to improve decision support without having to adopt the complex organizational structure typical of large brands.
2025
The role of data in managing raw material risks in the gold and jewelry sector
Il lavoro indaga la relazione tra la maturità data-driven delle imprese e la loro capacità di governare i rischi legati alle materie prime nel settore orafo-gioielliero italiano, mettendo a confronto due modelli organizzativi distanti. Ovvero, le grandi maison del lusso, di orientamento brand-driven, e le piccole e medie imprese dei distretti di Arezzo, Valenza e Vicenza, prevalentemente cost-driven. L'analisi adotta un disegno di ricerca misto, che intreccia lo studio della documentazione pubblica delle maison, quattro interviste semi-strutturate condotte nel distretto di Valenza e l'elaborazione quantitativa di un campione di bilanci estratto dalla banca dati Orbis. I risultati restituiscono una realtà più articolata di quanto ci si potesse attendere inizialmente. I margini lordi più elevati rilevati nelle PMI non sono necessariamente il segnale di una maggiore capacità di imporre i prezzi al mercato, ma riflettono spesso la diffusione della lavorazione in conto terzi. Al tempo stesso, la redditività operativa tende ad avvicinarsi tra le diverse classi dimensionali, suggerendo che tanto le grandi imprese quanto le realtà più piccole sostengano costi specifici per gestire l’incertezza. Le grandi Maison del lusso fanno affidamento su sistemi informativi avanzati, procedure formalizzate e strumenti di controllo strutturati; le PMI compensano con flessibilità organizzativa, relazioni consolidate e conoscenze maturate attraverso l’esperienza. Non emerge quindi una netta superiorità di un modello sull’altro, ma la presenza di due modalità differenti di affrontare il rischio, entrambe caratterizzate da punti di forza e limiti propri. In questo contesto, strumenti di analisi dei dati e soluzioni basate sull’intelligenza artificiale potrebbero offrire alle PMI nuove opportunità per migliorare il supporto alle decisioni senza dover adottare la complessa struttura organizzativa tipica delle grandi maison.
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