Provate ad immaginarvi tutto il bene artistico e culturale mondiale e in particolar modo quello italiano ed implementatelo nelle imprese come una vera e propria risorsa. Molte realtà aziendali stanno investendo in art assets non più per logiche esclusivamente mecenatistiche ma come una leva per costruire un vantaggio competitivo. Da qui il termine nasce il concetto di “corporate art assets”, inteso come “un insieme organizzato di risorse, tangibili e/o intangibili, di valore artistico, culturale o creativo, di proprietà o sotto il controllo di un’organizzazione privata, che può essere sia un’impresa che una fondazione” (European Art Assets Observatory, 2025). Lo scopo di questa ricerca è indagare se e come le imprese che valorizzano art assets convergano verso modelli strategici omogenei, riconducibili a dinamiche di isomorfismo organizzativo, oppure se sviluppino configurazioni strategiche differenziate. Per perseguire tale obiettivo è stato adottato un approccio qualitativo che ha coinvolto un campione composto da imprese operanti in Italia, rappresentanti la totalità delle tipologie di art assets: collezioni d’arte aziendali, musei d’impresa, archivi storici aziendali, iniziative e collaborazione con istituzioni artistiche e culturali. A livello operativo il tutto si è tradotto nello svolgimento di quattordici interviste con esperti aziendali chiave nella gestione di tali assets. I temi indagati riguardano le motivazioni dell’investimento, il mindset gestionale, il posizionamento strategico, gli stakeholder, le competenze richieste, l’impatto sulla sostenibilità e infine i vincoli nell’attuazione delle strategie. L’analisi empirica mostra l’esistenza di un approccio diversificato non omogeneo, smentendo quindi pratiche di isomorfismo. I risultati evidenziano come le imprese si approccino a queste risorse secondo traiettorie distinte, che sono state catalogate all'interno di specifici modelli strategici ricorrenti. Ciascun modello emerso raggruppa e sintetizza le aziende che manifestano forti affinità e convergenze nelle combinazioni tra le ragioni dell'investimento, il mindset e il posizionamento strategico adottato. Il contributo di questa ricerca sta nell’aver identificato modelli che possano offrire un approccio manageriale per i decisori aziendali. Parole chiave: Corporate art assets; Modelli strategici; Collezioni d’arte aziendali; Musei d’impresa; archivi storici aziendali; Isomorfismo organizzativo.
Arte nelle imprese: un'analisi strategica dei corporate art assets tra isomorfismo organizzativo e differenziazione strategica.
MONTAGNA, GABRIELE
2025/2026
Abstract
Provate ad immaginarvi tutto il bene artistico e culturale mondiale e in particolar modo quello italiano ed implementatelo nelle imprese come una vera e propria risorsa. Molte realtà aziendali stanno investendo in art assets non più per logiche esclusivamente mecenatistiche ma come una leva per costruire un vantaggio competitivo. Da qui il termine nasce il concetto di “corporate art assets”, inteso come “un insieme organizzato di risorse, tangibili e/o intangibili, di valore artistico, culturale o creativo, di proprietà o sotto il controllo di un’organizzazione privata, che può essere sia un’impresa che una fondazione” (European Art Assets Observatory, 2025). Lo scopo di questa ricerca è indagare se e come le imprese che valorizzano art assets convergano verso modelli strategici omogenei, riconducibili a dinamiche di isomorfismo organizzativo, oppure se sviluppino configurazioni strategiche differenziate. Per perseguire tale obiettivo è stato adottato un approccio qualitativo che ha coinvolto un campione composto da imprese operanti in Italia, rappresentanti la totalità delle tipologie di art assets: collezioni d’arte aziendali, musei d’impresa, archivi storici aziendali, iniziative e collaborazione con istituzioni artistiche e culturali. A livello operativo il tutto si è tradotto nello svolgimento di quattordici interviste con esperti aziendali chiave nella gestione di tali assets. I temi indagati riguardano le motivazioni dell’investimento, il mindset gestionale, il posizionamento strategico, gli stakeholder, le competenze richieste, l’impatto sulla sostenibilità e infine i vincoli nell’attuazione delle strategie. L’analisi empirica mostra l’esistenza di un approccio diversificato non omogeneo, smentendo quindi pratiche di isomorfismo. I risultati evidenziano come le imprese si approccino a queste risorse secondo traiettorie distinte, che sono state catalogate all'interno di specifici modelli strategici ricorrenti. Ciascun modello emerso raggruppa e sintetizza le aziende che manifestano forti affinità e convergenze nelle combinazioni tra le ragioni dell'investimento, il mindset e il posizionamento strategico adottato. Il contributo di questa ricerca sta nell’aver identificato modelli che possano offrire un approccio manageriale per i decisori aziendali. Parole chiave: Corporate art assets; Modelli strategici; Collezioni d’arte aziendali; Musei d’impresa; archivi storici aziendali; Isomorfismo organizzativo.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14239/36077