This thesis analyzes the profound cultural, social, and artistic transformation that swept through Italy between the late 1960s and the early 1970s. In a climate of intense transition, suspended between the enthusiasm of the post-war economic miracle and the outbreak of social conflicts during the so-called "Years of Lead" (anni di piombo), literature and the visual arts became interpreters of the crisis of the individual and the contradictions of industrial civilization. It was within this scenario of cultural chaos that the Arte Povera movement was officially born in Turin in 1967, conceived by the critic Germano Celant. A radical ideological revolt against consumer society and the hegemony of transatlantic avant-gardes such as Pop Art and Minimalism. Within this theoretical and historiographical framework, predominantly dominated by a masculine narrative, this study aims to answer a central question: what role did women truly play in Arte Povera? Through a rigorous critical investigation, this thesis dismantles the rigid traditional dualism that has historically relegated the feminine to the passive categories of muse, model, or artist's companion. On the contrary, this study demonstrates how these women acted as theoretical agents, conceptual co-authors, and political activists. The female nucleus examined here did not merely occupy a marginal or reflected space, rather it operated a radical deconstruction of institutional and patriarchal models through the lens of the feminism of difference (femminismo della differenza).

Il presente lavoro di tesi analizza la profonda trasformazione culturale, sociale e artistica che ha investito l’Italia tra gli anni Sessanta e Settanta. In un clima di forte transizione, teso tra l’entusiasmo del miracolo economico post-bellico e l’insorgere dei conflitti sociali della stagione dei cosiddetti "anni di piombo", la letteratura e le arti visive si sono fatte interpreti della crisi dell'individuo e delle contraddizioni della civiltà industriale. È in questo scenario di caos culturale che nel 1967, a Torino, nasce ufficialmente il movimento dell’Arte Povera su intuizione del critico Germano Celant. Una radicale rivolta ideologica contro la società dei consumi e l'egemonia delle avanguardie d'oltreoceano come la Pop Art e il Minimalismo. All'interno di questa cornice teorica e storiografica, dominata prevalentemente da una narrazione al maschile, l’elaborato si propone di rispondere a un interrogativo centrale: quale ruolo hanno realmente ricoperto le donne nell'Arte Povera? Attraverso una rigorosa indagine critica, la tesi scardina il rigido dualismo tradizionale che ha storicamente relegato il femminile alle categorie passive di musa ispiratrice, modella o compagna d'artista. Al contrario, l'elaborato dimostra come queste donne abbiano agito come agenti teorici, co-autrici concettuali e attiviste politiche. Il nucleo femminile qui esaminato non ha semplicemente occupato uno spazio marginale o riflesso, ma ha operato una decostruzione radicale dei modelli istituzionali e patriarcali attraverso la lente del femminismo della differenza.

La configurazione del ruolo femminile nell'Arte Povera, la rivoluzione artistica a fine anni Sessanta. Muse, compagne, artiste o attiviste ?

WEITZER, FRANZISKA
2025/2026

Abstract

This thesis analyzes the profound cultural, social, and artistic transformation that swept through Italy between the late 1960s and the early 1970s. In a climate of intense transition, suspended between the enthusiasm of the post-war economic miracle and the outbreak of social conflicts during the so-called "Years of Lead" (anni di piombo), literature and the visual arts became interpreters of the crisis of the individual and the contradictions of industrial civilization. It was within this scenario of cultural chaos that the Arte Povera movement was officially born in Turin in 1967, conceived by the critic Germano Celant. A radical ideological revolt against consumer society and the hegemony of transatlantic avant-gardes such as Pop Art and Minimalism. Within this theoretical and historiographical framework, predominantly dominated by a masculine narrative, this study aims to answer a central question: what role did women truly play in Arte Povera? Through a rigorous critical investigation, this thesis dismantles the rigid traditional dualism that has historically relegated the feminine to the passive categories of muse, model, or artist's companion. On the contrary, this study demonstrates how these women acted as theoretical agents, conceptual co-authors, and political activists. The female nucleus examined here did not merely occupy a marginal or reflected space, rather it operated a radical deconstruction of institutional and patriarchal models through the lens of the feminism of difference (femminismo della differenza).
2025
The configuration of the female role in Arte Povera, the artistic revolution of the late 1960s. Muses, companions, artists, or activists?"
Il presente lavoro di tesi analizza la profonda trasformazione culturale, sociale e artistica che ha investito l’Italia tra gli anni Sessanta e Settanta. In un clima di forte transizione, teso tra l’entusiasmo del miracolo economico post-bellico e l’insorgere dei conflitti sociali della stagione dei cosiddetti "anni di piombo", la letteratura e le arti visive si sono fatte interpreti della crisi dell'individuo e delle contraddizioni della civiltà industriale. È in questo scenario di caos culturale che nel 1967, a Torino, nasce ufficialmente il movimento dell’Arte Povera su intuizione del critico Germano Celant. Una radicale rivolta ideologica contro la società dei consumi e l'egemonia delle avanguardie d'oltreoceano come la Pop Art e il Minimalismo. All'interno di questa cornice teorica e storiografica, dominata prevalentemente da una narrazione al maschile, l’elaborato si propone di rispondere a un interrogativo centrale: quale ruolo hanno realmente ricoperto le donne nell'Arte Povera? Attraverso una rigorosa indagine critica, la tesi scardina il rigido dualismo tradizionale che ha storicamente relegato il femminile alle categorie passive di musa ispiratrice, modella o compagna d'artista. Al contrario, l'elaborato dimostra come queste donne abbiano agito come agenti teorici, co-autrici concettuali e attiviste politiche. Il nucleo femminile qui esaminato non ha semplicemente occupato uno spazio marginale o riflesso, ma ha operato una decostruzione radicale dei modelli istituzionali e patriarcali attraverso la lente del femminismo della differenza.
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Descrizione: La tesi analizza la profonda trasformazione culturale, sociale e artistica, avvenuta in Italia tra gli anni Sessanta e Settanta. l Focus è rivolto al ruolo che le donne, artiste o mogli di artisti, hanno avuto nell'Arte Povera.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14239/36565