On 5 August 1888, the Gazzetta musicale di Milano challenged its readers to attempt the harmonization of a particular scale, published under the name “Scala Rebus,” devised by the Bolognese musician Adolfo Crescentini. A few months later, Giuseppe Verdi also composed his own solution to the scale, thereby laying the foundations for his Ave Maria on the Enigmatic Scale. The first part of the thesis, consisting of two chapters, is devoted to outlining the historical context of the years in which the work was composed and to retracing the events that accompanied the long genesis of the piece, which lasted approximately ten years, drawing on studies that have reconstructed its internal compositional process. Particular importance is given here to the work of Marcello Conati. The second part, comprising three chapters, focuses on the description and analysis of the work and on the reconstruction of its internal genesis, based on the study and examination of preparatory materials, sketches, and drafts currently preserved at the Archivio di Stato di Parma, which I was able to consult and study directly during the research period. The third chapter is devoted to the analysis of the enigmatic scale and to a comparison between the first and second versions of the composition. The fourth chapter presents a description of the corpus of sketches, providing information on the types of paper, the nature of the annotations, and the structure and contents of the fascicles. This chapter also offers a detailed description of each individual sheet, followed by a reproduction alongside a diplomatic-interpretative transcription, intended to facilitate an understanding of the source. The fifth chapter presents a systematic comparison between the drafts and proposes a hypothesis for the reconstruction of the internal compositional process. An appendix contains documents cited throughout the study.

Il 5 agosto del 1888 la «Gazzetta musicale di Milano» sfidò i propri lettori a cimentarsi nell’armonizzazione di una particolare scala, pubblicata col nome di «Scala Rebus», ideata dal musicista bolognese Adolfo Crescentini. Qualche mese più tardi anche Giuseppe Verdi scrisse una propria soluzione sulla scala, gettando così le basi per la sua Ave Maria su Scala enigmatica. La prima parte della tesi, in due capitoli, è dedicata a illustrare brevemente il contesto storico degli anni della composizione e a ripercorrere le vicende che hanno accompagnato la lunga genesi del brano, durata circa dieci anni, basandosi sugli studi che ne hanno ricostruito la genesi interna. Particolare importanza in questa sede è data al lavoro di Marcello Conati. La seconda parte, di tre capitoli, si concentra sulla descrizione e analisi del brano e della Scala e sulla ricostruzione della genesi interna, basandosi sullo studio e l’osservazione dei materiali preparatori, schizzi e abbozzi, ad oggi conservati presso l’Archivio di Stato di Parma e che ho potuto consultare e studiare direttamente nei mesi di ricerca. Il terzo capitolo è dedicato all’analisi della scala enigmatica e al confronto tra la prima e la seconda elaborazione del brano. Il quarto capitolo è dedicato alla descrizione del corpus degli schizzi: sono riportate informazioni sulle tipologie di carte, sulle tipologie delle annotazioni e sulla struttura e sul contenuto dei fascicoli. Il capitolo fornisce anche una descrizione dettagliata dei singoli fogli, ai quali segue una riproduzione affiancata a una trascrizione diplomatico-interpretativa per fornire un ausilio per la comprensione della fonte. Segue, al quinto capitolo, il confronto sistematico tra gli abbozzi e un’ipotesi di ricostruzione della genesi interna. In appendice si trovano documenti citati nel corso dello studio.

L’Ave Maria su Scala enigmatica di Giuseppe Verdi. Studio genetico ed edizione degli abbozzi

BIZZARRI, MYRIAM
2025/2026

Abstract

On 5 August 1888, the Gazzetta musicale di Milano challenged its readers to attempt the harmonization of a particular scale, published under the name “Scala Rebus,” devised by the Bolognese musician Adolfo Crescentini. A few months later, Giuseppe Verdi also composed his own solution to the scale, thereby laying the foundations for his Ave Maria on the Enigmatic Scale. The first part of the thesis, consisting of two chapters, is devoted to outlining the historical context of the years in which the work was composed and to retracing the events that accompanied the long genesis of the piece, which lasted approximately ten years, drawing on studies that have reconstructed its internal compositional process. Particular importance is given here to the work of Marcello Conati. The second part, comprising three chapters, focuses on the description and analysis of the work and on the reconstruction of its internal genesis, based on the study and examination of preparatory materials, sketches, and drafts currently preserved at the Archivio di Stato di Parma, which I was able to consult and study directly during the research period. The third chapter is devoted to the analysis of the enigmatic scale and to a comparison between the first and second versions of the composition. The fourth chapter presents a description of the corpus of sketches, providing information on the types of paper, the nature of the annotations, and the structure and contents of the fascicles. This chapter also offers a detailed description of each individual sheet, followed by a reproduction alongside a diplomatic-interpretative transcription, intended to facilitate an understanding of the source. The fifth chapter presents a systematic comparison between the drafts and proposes a hypothesis for the reconstruction of the internal compositional process. An appendix contains documents cited throughout the study.
2025
Giuseppe Verdi’s Ave Maria su Scala enigmatica: A Genetic Study and Edition of the Sketches
Il 5 agosto del 1888 la «Gazzetta musicale di Milano» sfidò i propri lettori a cimentarsi nell’armonizzazione di una particolare scala, pubblicata col nome di «Scala Rebus», ideata dal musicista bolognese Adolfo Crescentini. Qualche mese più tardi anche Giuseppe Verdi scrisse una propria soluzione sulla scala, gettando così le basi per la sua Ave Maria su Scala enigmatica. La prima parte della tesi, in due capitoli, è dedicata a illustrare brevemente il contesto storico degli anni della composizione e a ripercorrere le vicende che hanno accompagnato la lunga genesi del brano, durata circa dieci anni, basandosi sugli studi che ne hanno ricostruito la genesi interna. Particolare importanza in questa sede è data al lavoro di Marcello Conati. La seconda parte, di tre capitoli, si concentra sulla descrizione e analisi del brano e della Scala e sulla ricostruzione della genesi interna, basandosi sullo studio e l’osservazione dei materiali preparatori, schizzi e abbozzi, ad oggi conservati presso l’Archivio di Stato di Parma e che ho potuto consultare e studiare direttamente nei mesi di ricerca. Il terzo capitolo è dedicato all’analisi della scala enigmatica e al confronto tra la prima e la seconda elaborazione del brano. Il quarto capitolo è dedicato alla descrizione del corpus degli schizzi: sono riportate informazioni sulle tipologie di carte, sulle tipologie delle annotazioni e sulla struttura e sul contenuto dei fascicoli. Il capitolo fornisce anche una descrizione dettagliata dei singoli fogli, ai quali segue una riproduzione affiancata a una trascrizione diplomatico-interpretativa per fornire un ausilio per la comprensione della fonte. Segue, al quinto capitolo, il confronto sistematico tra gli abbozzi e un’ipotesi di ricostruzione della genesi interna. In appendice si trovano documenti citati nel corso dello studio.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14239/36706