Negli ultimi anni il tema della neurodiversità ha acquisito una crescente rilevanza nei contesti organizzativi e nella ricerca accademica, evidenziando la necessità di comprendere come costruire ambienti di lavoro maggiormente inclusivi per le persone neurodivergenti. In questo contesto, la presente ricerca si propone di esplorare come vengano vissuti dalle persone autistiche e interpretati dalle organizzazioni gli ambienti lavorativi, gli aspetti sensoriali e gli accomodamenti. Attraverso un approccio qualitativo basato sull'analisi tematica, sono state raccolte e analizzate le testimonianze di persone autistiche adulte e la prospettiva di un'organizzazione impegnata nello sviluppo di iniziative orientate alla neuroinclusione. I risultati evidenziano tre principali bisogni emersi dalle esperienze delle persone autistiche: la comprensione del proprio funzionamento, la riduzione del costo dell'adattamento ai contesti lavorativi neuronormativi e la necessità di ambienti lavorativi personalizzabili e sensorialmente sostenibili. Parallelamente, l'analisi organizzativa ha evidenziato il ruolo della sensibilizzazione, della costruzione di reti di supporto, della personalizzazione degli accomodamenti e della trasformazione delle pratiche organizzative nella promozione della neuroinclusione. Il confronto tra le due prospettive mostra una significativa convergenza tra i bisogni espressi dalle persone e le iniziative sviluppate dall'organizzazione, suggerendo che la costruzione di contesti lavorativi maggiormente inclusivi dipenda dalla capacità di comprendere il funzionamento individuale e di tradurre tale comprensione in pratiche concrete. La ricerca evidenzia inoltre l'importanza di soggetti esterni, quali professionisti specializzati, associazioni e realtà dedicate alla neurodiversità, nel facilitare il dialogo tra persone neurodivergenti e organizzazion Nel complesso, i risultati suggeriscono che la neuroinclusione non debba essere interpretata come un insieme di interventi destinati a specifiche categorie di persone, ma come un processo capace di generare benefici diffusi e contribuire alla costruzione di contesti lavorativi più equi, accessibili e sostenibili per tutti.

"Verso organizzazioni neuroinclusive e neuroaffermative: dalla comprensione dei bisogni all'implementazione di pratiche ed accomodamenti organizzativi"

PARAVATI, SERENA
2025/2026

Abstract

Negli ultimi anni il tema della neurodiversità ha acquisito una crescente rilevanza nei contesti organizzativi e nella ricerca accademica, evidenziando la necessità di comprendere come costruire ambienti di lavoro maggiormente inclusivi per le persone neurodivergenti. In questo contesto, la presente ricerca si propone di esplorare come vengano vissuti dalle persone autistiche e interpretati dalle organizzazioni gli ambienti lavorativi, gli aspetti sensoriali e gli accomodamenti. Attraverso un approccio qualitativo basato sull'analisi tematica, sono state raccolte e analizzate le testimonianze di persone autistiche adulte e la prospettiva di un'organizzazione impegnata nello sviluppo di iniziative orientate alla neuroinclusione. I risultati evidenziano tre principali bisogni emersi dalle esperienze delle persone autistiche: la comprensione del proprio funzionamento, la riduzione del costo dell'adattamento ai contesti lavorativi neuronormativi e la necessità di ambienti lavorativi personalizzabili e sensorialmente sostenibili. Parallelamente, l'analisi organizzativa ha evidenziato il ruolo della sensibilizzazione, della costruzione di reti di supporto, della personalizzazione degli accomodamenti e della trasformazione delle pratiche organizzative nella promozione della neuroinclusione. Il confronto tra le due prospettive mostra una significativa convergenza tra i bisogni espressi dalle persone e le iniziative sviluppate dall'organizzazione, suggerendo che la costruzione di contesti lavorativi maggiormente inclusivi dipenda dalla capacità di comprendere il funzionamento individuale e di tradurre tale comprensione in pratiche concrete. La ricerca evidenzia inoltre l'importanza di soggetti esterni, quali professionisti specializzati, associazioni e realtà dedicate alla neurodiversità, nel facilitare il dialogo tra persone neurodivergenti e organizzazion Nel complesso, i risultati suggeriscono che la neuroinclusione non debba essere interpretata come un insieme di interventi destinati a specifiche categorie di persone, ma come un processo capace di generare benefici diffusi e contribuire alla costruzione di contesti lavorativi più equi, accessibili e sostenibili per tutti.
2025
“Toward Neuroinclusive and Neuroaffirmative Organizations: From Understanding Needs to Implementing Organizational Practices and Accommodations”
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