The Italian Business Crisis and Insolvency Code requires entrepreneurs to adopt organisational structures capable of detecting distress at an early stage, and places the Debt Service Coverage Ratio at the top of the available detection tools. This dissertation examines whether that choice is supported by empirical evidence. The analysis draws on thirty Italian unlisted limited companies, comprising fifteen firms in a state of crisis and fifteen financially sound firms, matched one to one by industry and size. Twenty indicators were computed for each firm — traditional financial ratios, the sectoral indices developed by the Italian National Council of Chartered Accountants, the DSCR and Altman's Z-Score — across two financial years, the year of the crisis and the year two periods earlier. The indicators were tested through regression analysis, converted into threshold rules and finally combined into a multivariate model. The DSCR proves to be the most effective of the twenty indicators two years before the crisis emerges, confirming the legislator's choice. Its advantage is nevertheless narrow and not permanent: in the year the crisis becomes apparent its explanatory power declines, while capital structure ratios and Altman's model double theirs. Current liquidity ratios, by contrast, show no signalling content over either horizon. This yields the study's main finding: indicators differ not in absolute capability, but in the moment at which such capability emerges. The DSCR signals early and then fades, whereas capital structure ratios signal late but with increasing clarity. The monitoring duty imposed by Article 2086 of the Italian Civil Code therefore calls not for sophisticated tools, but for tools that operate at different stages of the path leading to crisis.

Il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza impone all'imprenditore di dotarsi di assetti idonei a rilevare tempestivamente la difficoltà, e colloca il Debt Service Coverage Ratio al vertice degli strumenti di rilevazione. Il lavoro verifica se tale scelta trovi riscontro nei dati. L'analisi è condotta su trenta società di capitali italiane non quotate, ripartite in quindici imprese in stato di crisi e quindici imprese sane, abbinate una a una per settore di attività e dimensione. Su ciascuna sono stati calcolati venti indicatori — indici tradizionali di bilancio, indici settoriali del CNDCEC, DSCR e modello di Altman — in due esercizi, quello della crisi e quello di due anni prima. Gli indicatori sono stati sottoposti a regressione, tradotti in regole di soglia e infine combinati in un modello multivariato. Il DSCR risulta il migliore fra i venti indicatori a due esercizi dall'emersione, confermando la scelta del legislatore. Il suo vantaggio è però ristretto e non permanente: nell'anno in cui la crisi si manifesta esso arretra, mentre gli indici di struttura patrimoniale e il modello di Altman raddoppiano la propria capacità di segnalazione. Gli indici di liquidità corrente, per contro, non mostrano contenuto segnaletico in nessuno dei due orizzonti. Ne discende il risultato principale del lavoro: gli indicatori non si distinguono per capacità assoluta, ma per il momento in cui essa si manifesta. Il DSCR segnala presto e poi si attenua, la struttura patrimoniale segnala tardi ma con nitidezza crescente. Il monitoraggio richiesto dall'art. 2086 c.c. non richiede perciò strumenti sofisticati, ma strumenti che operino in momenti diversi del percorso che conduce alla crisi.

IL DEBT SERVICE COVERAGE RATIO COME INDICATORE DI CRISI D’IMPRESA

FERRERO, BEATRICE
2025/2026

Abstract

The Italian Business Crisis and Insolvency Code requires entrepreneurs to adopt organisational structures capable of detecting distress at an early stage, and places the Debt Service Coverage Ratio at the top of the available detection tools. This dissertation examines whether that choice is supported by empirical evidence. The analysis draws on thirty Italian unlisted limited companies, comprising fifteen firms in a state of crisis and fifteen financially sound firms, matched one to one by industry and size. Twenty indicators were computed for each firm — traditional financial ratios, the sectoral indices developed by the Italian National Council of Chartered Accountants, the DSCR and Altman's Z-Score — across two financial years, the year of the crisis and the year two periods earlier. The indicators were tested through regression analysis, converted into threshold rules and finally combined into a multivariate model. The DSCR proves to be the most effective of the twenty indicators two years before the crisis emerges, confirming the legislator's choice. Its advantage is nevertheless narrow and not permanent: in the year the crisis becomes apparent its explanatory power declines, while capital structure ratios and Altman's model double theirs. Current liquidity ratios, by contrast, show no signalling content over either horizon. This yields the study's main finding: indicators differ not in absolute capability, but in the moment at which such capability emerges. The DSCR signals early and then fades, whereas capital structure ratios signal late but with increasing clarity. The monitoring duty imposed by Article 2086 of the Italian Civil Code therefore calls not for sophisticated tools, but for tools that operate at different stages of the path leading to crisis.
2025
The Debt Service Coverage Ratio as an Indicator of Corporate Crisis
Il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza impone all'imprenditore di dotarsi di assetti idonei a rilevare tempestivamente la difficoltà, e colloca il Debt Service Coverage Ratio al vertice degli strumenti di rilevazione. Il lavoro verifica se tale scelta trovi riscontro nei dati. L'analisi è condotta su trenta società di capitali italiane non quotate, ripartite in quindici imprese in stato di crisi e quindici imprese sane, abbinate una a una per settore di attività e dimensione. Su ciascuna sono stati calcolati venti indicatori — indici tradizionali di bilancio, indici settoriali del CNDCEC, DSCR e modello di Altman — in due esercizi, quello della crisi e quello di due anni prima. Gli indicatori sono stati sottoposti a regressione, tradotti in regole di soglia e infine combinati in un modello multivariato. Il DSCR risulta il migliore fra i venti indicatori a due esercizi dall'emersione, confermando la scelta del legislatore. Il suo vantaggio è però ristretto e non permanente: nell'anno in cui la crisi si manifesta esso arretra, mentre gli indici di struttura patrimoniale e il modello di Altman raddoppiano la propria capacità di segnalazione. Gli indici di liquidità corrente, per contro, non mostrano contenuto segnaletico in nessuno dei due orizzonti. Ne discende il risultato principale del lavoro: gli indicatori non si distinguono per capacità assoluta, ma per il momento in cui essa si manifesta. Il DSCR segnala presto e poi si attenua, la struttura patrimoniale segnala tardi ma con nitidezza crescente. Il monitoraggio richiesto dall'art. 2086 c.c. non richiede perciò strumenti sofisticati, ma strumenti che operino in momenti diversi del percorso che conduce alla crisi.
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
TESI_FERRERO_BEATRICE_560639.pdf

non disponibili

Descrizione: Tesi di laurea magistrale in Economia e Legislazione d'Impresa. Verifica empirica della capacità del Debt Service Coverage Ratio di segnalare la crisi d'impresa, a confronto con gli indici tradizionali di bilancio e con gli indici di allerta CNDCEC.
Dimensione 4.59 MB
Formato Adobe PDF
4.59 MB Adobe PDF   Richiedi una copia

È consentito all'utente scaricare e condividere i documenti disponibili a testo pieno in UNITESI UNIPV nel rispetto della licenza Creative Commons del tipo CC BY NC ND.
Per maggiori informazioni e per verifiche sull'eventuale disponibilità del file scrivere a: [email protected].

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14239/36867