L’elaborato si pone l’obiettivo di ricostruire gli snodi salienti della progressiva costruzione del diritto internazionale privato dell’Unione europea, tracciandone un quadro dell’attuale stato di elaborazione e, in particolare, sondandone le corrispondenti prospettive evolutive. Nel primo capitolo l’attenzione si soffermerà sulla nascita della moderna dottrina del diritto internazionale privato, con particolare enfasi rivolta all’evoluzione storica della materia; si partirà con il delineare la c.d. teoria degli statuti, nota per essere il primo rudimentale tentativo di definizione dei conflitti di legge nello spazio, giungendo ad illustrare le principali scuole di pensiero a cui va il merito di aver – nel corso del XIX secolo – dato avvio all’odierna scienza internazionalprivatistica. Dopodiché, un breve cenno sarà compiuto in merito allo sviluppo legislativo del d.i.pr. nello scenario italiano per poi prenderne in considerazione il processo evolutivo nell’assai più articolato contesto istituzionale della Comunità europea, oggi Unione europea. Una volta descritta la parabola della c.d. “comunitarizzazione” del diritto internazionale privato, la prima sezione del secondo capitolo si soffermerà sulla configurazione attuale della materia nel piano istituzionale dell’Unione europea, con particolare riferimento allo stato della cooperazione giudiziaria in materia civile nel post Brexit e alle coordinate ermeneutiche offerte dalla Corte di giustizia; si ritornerà dunque, compiendo un passo indietro, nell’ordinamento italiano al fine di porre in nuce le principali criticità derivate dalla comunitarizzazione e dal mutato contesto sociale di riferimento, quali fenomeni responsabili di aver causato la prematura obsolescenza della legge n. 218/1995 di d.i.pr., e sottoponendo infine al lettore le corrispondenti soluzioni normative elaborate ed offerte dalla nostra dottrina. Nella seconda sezione di questo capitolo ci si soffermerà sulle prospettive evolutive del diritto internazionale privato dell’Unione europea, ponendosi la domanda se quest’ultimo abbia o meno raggiunto il grado di “sistema”, e concentrandosi sul tema, avanzato dalla dottrina francese ma approfondito da quella tedesca, della codificazione, ponendo in luce la declinazione che questa espressione è suscettibile di assumere nonostante il suo impiego generalizzato senza una precisa specificazione riguardo al suo significato. Verranno quindi rilevati i distinti orientamenti in ordine alla codificazione del d.i.pr. di origine europea, per poi concentrarsi sull’analisi della proposta di un regolamento c.d. “Roma 0”, quale codificazione di parte generale del diritto internazionale privato dell’Unione europea, ponendone in luce tanto i potenziali vantaggi quanto le criticità prospettate nella sua elaborazione. Nel terzo e ultimo capitolo verrà infine approfondito il contenuto precettivo del regolamento Roma 0, così come specificamente concepito dalla dottrina tedesca. In una prima sezione verranno analizzati il tema della qualificazione, delle questioni preliminari e del rinvio nel d.i.pr. moderno. In una seconda sezione si tratteranno i criteri di collegamento con uno sguardo particolare all’esercizio dell’autonomia internazionalprivatistica, alla nozione di residenza abituale, alle questioni relative al criterio di collegamento della cittadinanza, nonché alle clausole d’eccezione nel contesto internazionalprivatistico europeo. Infine, nella terza e ultima sezione, verranno esaminate le norme di applicazione necessaria e il limite dell’ordine pubblico. In riferimento ad ognuna di queste tematiche si delineeranno i principali rilievi critici svolti dalla dottrina tedesca e le rispettive proposte. In chiosa, seguiranno le conclusioni del lavoro.
La costruzione progressiva del diritto internazionale privato dell'Unione europea: verso l'adozione di un regolamento "Roma 0"?
NUMERATI, CLAUDIA
2018/2019
Abstract
L’elaborato si pone l’obiettivo di ricostruire gli snodi salienti della progressiva costruzione del diritto internazionale privato dell’Unione europea, tracciandone un quadro dell’attuale stato di elaborazione e, in particolare, sondandone le corrispondenti prospettive evolutive. Nel primo capitolo l’attenzione si soffermerà sulla nascita della moderna dottrina del diritto internazionale privato, con particolare enfasi rivolta all’evoluzione storica della materia; si partirà con il delineare la c.d. teoria degli statuti, nota per essere il primo rudimentale tentativo di definizione dei conflitti di legge nello spazio, giungendo ad illustrare le principali scuole di pensiero a cui va il merito di aver – nel corso del XIX secolo – dato avvio all’odierna scienza internazionalprivatistica. Dopodiché, un breve cenno sarà compiuto in merito allo sviluppo legislativo del d.i.pr. nello scenario italiano per poi prenderne in considerazione il processo evolutivo nell’assai più articolato contesto istituzionale della Comunità europea, oggi Unione europea. Una volta descritta la parabola della c.d. “comunitarizzazione” del diritto internazionale privato, la prima sezione del secondo capitolo si soffermerà sulla configurazione attuale della materia nel piano istituzionale dell’Unione europea, con particolare riferimento allo stato della cooperazione giudiziaria in materia civile nel post Brexit e alle coordinate ermeneutiche offerte dalla Corte di giustizia; si ritornerà dunque, compiendo un passo indietro, nell’ordinamento italiano al fine di porre in nuce le principali criticità derivate dalla comunitarizzazione e dal mutato contesto sociale di riferimento, quali fenomeni responsabili di aver causato la prematura obsolescenza della legge n. 218/1995 di d.i.pr., e sottoponendo infine al lettore le corrispondenti soluzioni normative elaborate ed offerte dalla nostra dottrina. Nella seconda sezione di questo capitolo ci si soffermerà sulle prospettive evolutive del diritto internazionale privato dell’Unione europea, ponendosi la domanda se quest’ultimo abbia o meno raggiunto il grado di “sistema”, e concentrandosi sul tema, avanzato dalla dottrina francese ma approfondito da quella tedesca, della codificazione, ponendo in luce la declinazione che questa espressione è suscettibile di assumere nonostante il suo impiego generalizzato senza una precisa specificazione riguardo al suo significato. Verranno quindi rilevati i distinti orientamenti in ordine alla codificazione del d.i.pr. di origine europea, per poi concentrarsi sull’analisi della proposta di un regolamento c.d. “Roma 0”, quale codificazione di parte generale del diritto internazionale privato dell’Unione europea, ponendone in luce tanto i potenziali vantaggi quanto le criticità prospettate nella sua elaborazione. Nel terzo e ultimo capitolo verrà infine approfondito il contenuto precettivo del regolamento Roma 0, così come specificamente concepito dalla dottrina tedesca. In una prima sezione verranno analizzati il tema della qualificazione, delle questioni preliminari e del rinvio nel d.i.pr. moderno. In una seconda sezione si tratteranno i criteri di collegamento con uno sguardo particolare all’esercizio dell’autonomia internazionalprivatistica, alla nozione di residenza abituale, alle questioni relative al criterio di collegamento della cittadinanza, nonché alle clausole d’eccezione nel contesto internazionalprivatistico europeo. Infine, nella terza e ultima sezione, verranno esaminate le norme di applicazione necessaria e il limite dell’ordine pubblico. In riferimento ad ognuna di queste tematiche si delineeranno i principali rilievi critici svolti dalla dottrina tedesca e le rispettive proposte. In chiosa, seguiranno le conclusioni del lavoro.È consentito all'utente scaricare e condividere i documenti disponibili a testo pieno in UNITESI UNIPV nel rispetto della licenza Creative Commons del tipo CC BY NC ND.
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https://hdl.handle.net/20.500.14239/38