Le Consensual Non Monogamies (CNM) rappresentano una modalità relazionale particolarmente interessante - tanto stigmatizzata quanto socialmente invisibile – che ponendosi come inaspettata alternativa alla monogamia, mette in gioco nuovi concetti relazionali, di intimità e di negoziazione. Al di sotto del termine ombrello CNM troviamo molti tipi diversi di relazioni, un ventaglio potenzialmente infinito di scelte di vita differenti. Proprio perché si parla di “scelta di vita”, indagare le difficoltà e lo stigma che circondano le CNM può essere utile per ripensare e approfondire l'idea che abbiamo di inclusione delle minoranze e della diversità in genere. Sebbene in questo momento il discorso sulla normalizzazione e l'integrazione delle minoranze faccia sempre più parte del discorso pubblico, il rischio è di adagiarsi in una posizione di passiva accettazione di ciò che non appartiene al no-stro vissuto, constatata la sua “inevitabilità”. La non monogamia, diversamente dall’omosessualità e da altre minoranze sessuali è una manifesta scelta di vita, che discende direttamente dal bisogno di soddisfazione dell'individuo. Per essere accettata, quindi, richie-de uno sforzo ulteriore, un riconoscimento che la complessità e la diversità umana possono manifestarsi in molti ambiti, anche in quelli che sembrano più stabiliti nella nostra organizza-zione sociale e individuale. Se questo è un passo necessario a livello sociale, è una responsabi-lità dal punto di vista della psicoterapia, poiché è quello il luogo in cui l'individuo si reca per sopportare uno stigma o per comprendere come rendere più vivibile e soddisfacente la pro-pria esistenza. Il terapeuta non può essere impreparato, o, peggio, deleterio. La cura dello stigma passa da questa responsabilità e dalla capacità del terapeuta di cogliere quelle frizioni che indicano la necessità del paziente di comprendere come legittimare le proprie e le altrui specificità. In questo modo, prendendosi cura del piano individuale, proprio della psicoterapia, si può contribuire ad una più profonda inclusione della “diversità” all’interno del discorso sociale.
Consensual Non-Monogamies: aspetti del fenomeno e criticità psicologiche
BERGAMASCHI, GIULIA
2019/2020
Abstract
Le Consensual Non Monogamies (CNM) rappresentano una modalità relazionale particolarmente interessante - tanto stigmatizzata quanto socialmente invisibile – che ponendosi come inaspettata alternativa alla monogamia, mette in gioco nuovi concetti relazionali, di intimità e di negoziazione. Al di sotto del termine ombrello CNM troviamo molti tipi diversi di relazioni, un ventaglio potenzialmente infinito di scelte di vita differenti. Proprio perché si parla di “scelta di vita”, indagare le difficoltà e lo stigma che circondano le CNM può essere utile per ripensare e approfondire l'idea che abbiamo di inclusione delle minoranze e della diversità in genere. Sebbene in questo momento il discorso sulla normalizzazione e l'integrazione delle minoranze faccia sempre più parte del discorso pubblico, il rischio è di adagiarsi in una posizione di passiva accettazione di ciò che non appartiene al no-stro vissuto, constatata la sua “inevitabilità”. La non monogamia, diversamente dall’omosessualità e da altre minoranze sessuali è una manifesta scelta di vita, che discende direttamente dal bisogno di soddisfazione dell'individuo. Per essere accettata, quindi, richie-de uno sforzo ulteriore, un riconoscimento che la complessità e la diversità umana possono manifestarsi in molti ambiti, anche in quelli che sembrano più stabiliti nella nostra organizza-zione sociale e individuale. Se questo è un passo necessario a livello sociale, è una responsabi-lità dal punto di vista della psicoterapia, poiché è quello il luogo in cui l'individuo si reca per sopportare uno stigma o per comprendere come rendere più vivibile e soddisfacente la pro-pria esistenza. Il terapeuta non può essere impreparato, o, peggio, deleterio. La cura dello stigma passa da questa responsabilità e dalla capacità del terapeuta di cogliere quelle frizioni che indicano la necessità del paziente di comprendere come legittimare le proprie e le altrui specificità. In questo modo, prendendosi cura del piano individuale, proprio della psicoterapia, si può contribuire ad una più profonda inclusione della “diversità” all’interno del discorso sociale.È consentito all'utente scaricare e condividere i documenti disponibili a testo pieno in UNITESI UNIPV nel rispetto della licenza Creative Commons del tipo CC BY NC ND.
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https://hdl.handle.net/20.500.14239/9538