This dissertation analyzes the transformations of populist political communication in the media age, comparing two emblematic figures: Silvio Berlusconi and Donald J. Trump. Through a comparative approach, the work reconstructs the evolution of populism from a rhetorical-political phenomenon to a fully mediatized form, in which leadership is constructed and legitimized primarily through the visibility, personalization, and simplification of political conflict. In the case of Berlusconi, the analysis focuses on television as the preferred medium for constructing the image of the "worker president," based on industriousness, optimism, and reassurance. For Trump, however, the focus shifts to the digital ecosystem and social media, understood not only as channels of dissemination but as the original loci of the political message, where conflict, polarization, and spectacularization become central tools of mobilization. The thesis shows how both leaders embody forms of media populism adapted to different technological contexts, yet grounded in the same logic: the construction of an "us" versus a "them," the centrality of the leader, and the strategic use of the media to govern public attention. Finally, the work reflects on the democratic limits of these communication practices, questioning the impact of extreme personalization and simplification on the quality of contemporary public debate.

Questa tesi analizza le trasformazioni della comunicazione politica populista nell’era dei media, mettendo a confronto due figure emblematiche: Silvio Berlusconi e Donald J. Trump. Attraverso un approccio comparativo, il lavoro ricostruisce l’evoluzione del populismo da fenomeno retorico-politico a forma pienamente mediatizzata, in cui la leadership si costruisce e si legittima principalmente attraverso la visibilità, la personalizzazione e la semplificazione del conflitto politico. Nel caso di Berlusconi, l’analisi si concentra sulla televisione come ambiente privilegiato per la costruzione dell’immagine del “presidente operaio”, basata su operosità, ottimismo e rassicurazione. Per Trump, invece, l’attenzione si sposta sull’ecosistema digitale e sui social media, intesi non solo come canali di diffusione ma come luoghi originari del messaggio politico, in cui il conflitto, la polarizzazione e la spettacolarizzazione diventano strumenti centrali di mobilitazione. La tesi mostra come entrambi i leader incarnino forme di populismo mediatico adattate a contesti tecnologici diversi, ma fondate su una medesima logica: la costruzione di un “noi” contrapposto a un “loro”, la centralità del leader e l’uso strategico dei media per governare l’attenzione pubblica. Infine, il lavoro riflette sui limiti democratici di queste pratiche comunicative, interrogandosi sull’impatto della personalizzazione estrema e della semplificazione sulla qualità del dibattito pubblico contemporaneo.

QUANDO IL LEADER DIVENTA MESSAGGIO: DAL PALAZZO ALLO SCHERMO CON BERLUSCONI E TRUMP

FASSINI, SAMUELE
2024/2025

Abstract

This dissertation analyzes the transformations of populist political communication in the media age, comparing two emblematic figures: Silvio Berlusconi and Donald J. Trump. Through a comparative approach, the work reconstructs the evolution of populism from a rhetorical-political phenomenon to a fully mediatized form, in which leadership is constructed and legitimized primarily through the visibility, personalization, and simplification of political conflict. In the case of Berlusconi, the analysis focuses on television as the preferred medium for constructing the image of the "worker president," based on industriousness, optimism, and reassurance. For Trump, however, the focus shifts to the digital ecosystem and social media, understood not only as channels of dissemination but as the original loci of the political message, where conflict, polarization, and spectacularization become central tools of mobilization. The thesis shows how both leaders embody forms of media populism adapted to different technological contexts, yet grounded in the same logic: the construction of an "us" versus a "them," the centrality of the leader, and the strategic use of the media to govern public attention. Finally, the work reflects on the democratic limits of these communication practices, questioning the impact of extreme personalization and simplification on the quality of contemporary public debate.
2024
WHEN THE LEADER BECOMES A MESSAGE: FROM THE PALACE TO THE SCREEN WITH BERLUSCONI AND TRUMP
Questa tesi analizza le trasformazioni della comunicazione politica populista nell’era dei media, mettendo a confronto due figure emblematiche: Silvio Berlusconi e Donald J. Trump. Attraverso un approccio comparativo, il lavoro ricostruisce l’evoluzione del populismo da fenomeno retorico-politico a forma pienamente mediatizzata, in cui la leadership si costruisce e si legittima principalmente attraverso la visibilità, la personalizzazione e la semplificazione del conflitto politico. Nel caso di Berlusconi, l’analisi si concentra sulla televisione come ambiente privilegiato per la costruzione dell’immagine del “presidente operaio”, basata su operosità, ottimismo e rassicurazione. Per Trump, invece, l’attenzione si sposta sull’ecosistema digitale e sui social media, intesi non solo come canali di diffusione ma come luoghi originari del messaggio politico, in cui il conflitto, la polarizzazione e la spettacolarizzazione diventano strumenti centrali di mobilitazione. La tesi mostra come entrambi i leader incarnino forme di populismo mediatico adattate a contesti tecnologici diversi, ma fondate su una medesima logica: la costruzione di un “noi” contrapposto a un “loro”, la centralità del leader e l’uso strategico dei media per governare l’attenzione pubblica. Infine, il lavoro riflette sui limiti democratici di queste pratiche comunicative, interrogandosi sull’impatto della personalizzazione estrema e della semplificazione sulla qualità del dibattito pubblico contemporaneo.
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Descrizione: La presente tesi analizza l’evoluzione della comunicazione politica nelle democrazie occidentali, soffermandosi in particolare sull’analisi di due casi di studio emblematici: Silvio Berlusconi e Donald Trump.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14239/32928