L’aorta, così come le altre arterie del corpo umano, ha una struttura che le permette di sopportare le sollecitazioni dovute al flusso sanguigno pulsatile. I protocolli sperimentali sono fondamentali per quantificare il comportamento meccanico del tessuto, al fine di individuare eventuali anomalie. Per effettuare degli studi ex-vivo è necessario considerare la naturale degradazione dei tessuti molli dopo l’espianto, con conseguente alterazione anche delle proprietà biomeccaniche. Il congelamento offre una soluzione a questo problema, anche se i suoi effetti sul tessuto sono ancora dibattuti. In laboratorio, per studiare le proprietà meccaniche del tessuto arterioso, si ricorre a dei test sperimentali: il più utilizzato è il test di trazione uniassiale, che riproduce ex-vivo le sollecitazioni a cui il tessuto è sottoposto in-vivo. L’obiettivo di questo lavoro è eseguire questi test dopo aver conservato il tessuto in modalità differenti, e verificare come le diverse modalità di conservazione influenzano le proprietà meccaniche dell’aorta. Al momento, i risultati ottenuti dai precedenti lavori risultano contrastanti: in linea di massima però, emerge che il congelamento altera il tessuto a livello microscopico ma non macroscopico, non avendo alcun impatto rilevante dunque sulle proprietà meccaniche. In questo lavoro sono state testate 11 aorte suine ex-vivo, ricavando da ognuna 8 provini da testare rispettivamente: freschi, refrigerati a 4°C, congelati a -30°C e congelati a -80°C (4 per i tratti ascendenti, 4 per i tratti discendenti). Dalle prove di trazione uniassiale sono state ricavate le curve stress-strain per ogni provino, i cui parametri ne descrivono la caratterizzazione meccanica. Altre 3 aorte sono state testate in un Mock Circulatory Loop (MCL): in questo caso l’obiettivo era quello di ricavare la stiffness aortica tramite la pulse wave velocity (PWV) a partire dalle misure di flusso all’ingresso e all’uscita del tratto aortico testato. Ciascuna delle aorte è stata testata prima da fresca e poi dopo essere conservata secondo le stesse modalità di cui sopra, simulando le condizioni fisiologiche del flusso pulsatile a ~ 5 l/min con Pmin ~ 80 mmHg e Pmax ~ 120 mmHg. Le curve stress-strain hanno riportato un aumento significativo dei moduli elastici pre e post gomito per i campioni di aorta discendente congelati a -30°C e a -80°C, con conseguente traslazione dei punti di gomito, e delle differenze non significative in tutti gli altri casi. I test con i MCL confermano in parte i risultati ottenuti con i test di trazione uniassiale, infatti la PWV subisce un abbassamento nell’aorta refrigerata a 4°C e in quella congelata a -30°C, mentre si alza nell’aorta congelata a -80°C. Secondo i risultati dunque il trattamento che altera maggiormente le proprietà meccaniche del tessuto è il congelamento a -80°C, causando un irrigidimento dell’aorta. Benché nel MCL non si registrino alterazioni significative a -30°C, nelle prove di trazione uniassiale eseguite su un numero più elevato di campioni è un risultato da prendere in considerazione. In conclusione il congelamento può influire negativamente sulle proprietà meccaniche del tessuto, alterando la caratterizzazione nei test ex-vivo.
Valutazione delle modalità di conservazione dei campioni sulle proprietà biomeccaniche del tessuto vascolare aortico
PATERI, FRANCESCA
2023/2024
Abstract
L’aorta, così come le altre arterie del corpo umano, ha una struttura che le permette di sopportare le sollecitazioni dovute al flusso sanguigno pulsatile. I protocolli sperimentali sono fondamentali per quantificare il comportamento meccanico del tessuto, al fine di individuare eventuali anomalie. Per effettuare degli studi ex-vivo è necessario considerare la naturale degradazione dei tessuti molli dopo l’espianto, con conseguente alterazione anche delle proprietà biomeccaniche. Il congelamento offre una soluzione a questo problema, anche se i suoi effetti sul tessuto sono ancora dibattuti. In laboratorio, per studiare le proprietà meccaniche del tessuto arterioso, si ricorre a dei test sperimentali: il più utilizzato è il test di trazione uniassiale, che riproduce ex-vivo le sollecitazioni a cui il tessuto è sottoposto in-vivo. L’obiettivo di questo lavoro è eseguire questi test dopo aver conservato il tessuto in modalità differenti, e verificare come le diverse modalità di conservazione influenzano le proprietà meccaniche dell’aorta. Al momento, i risultati ottenuti dai precedenti lavori risultano contrastanti: in linea di massima però, emerge che il congelamento altera il tessuto a livello microscopico ma non macroscopico, non avendo alcun impatto rilevante dunque sulle proprietà meccaniche. In questo lavoro sono state testate 11 aorte suine ex-vivo, ricavando da ognuna 8 provini da testare rispettivamente: freschi, refrigerati a 4°C, congelati a -30°C e congelati a -80°C (4 per i tratti ascendenti, 4 per i tratti discendenti). Dalle prove di trazione uniassiale sono state ricavate le curve stress-strain per ogni provino, i cui parametri ne descrivono la caratterizzazione meccanica. Altre 3 aorte sono state testate in un Mock Circulatory Loop (MCL): in questo caso l’obiettivo era quello di ricavare la stiffness aortica tramite la pulse wave velocity (PWV) a partire dalle misure di flusso all’ingresso e all’uscita del tratto aortico testato. Ciascuna delle aorte è stata testata prima da fresca e poi dopo essere conservata secondo le stesse modalità di cui sopra, simulando le condizioni fisiologiche del flusso pulsatile a ~ 5 l/min con Pmin ~ 80 mmHg e Pmax ~ 120 mmHg. Le curve stress-strain hanno riportato un aumento significativo dei moduli elastici pre e post gomito per i campioni di aorta discendente congelati a -30°C e a -80°C, con conseguente traslazione dei punti di gomito, e delle differenze non significative in tutti gli altri casi. I test con i MCL confermano in parte i risultati ottenuti con i test di trazione uniassiale, infatti la PWV subisce un abbassamento nell’aorta refrigerata a 4°C e in quella congelata a -30°C, mentre si alza nell’aorta congelata a -80°C. Secondo i risultati dunque il trattamento che altera maggiormente le proprietà meccaniche del tessuto è il congelamento a -80°C, causando un irrigidimento dell’aorta. Benché nel MCL non si registrino alterazioni significative a -30°C, nelle prove di trazione uniassiale eseguite su un numero più elevato di campioni è un risultato da prendere in considerazione. In conclusione il congelamento può influire negativamente sulle proprietà meccaniche del tessuto, alterando la caratterizzazione nei test ex-vivo.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14239/33369