La presente tesi si inserisce nell’ambito del progetto CARG e ha come obbiettivo la definizione del modello geologico del primo sottosuolo dell’area di pianura compresa nel Foglio CARG Pavia 160. Il lavoro contribuisce alla realizzazione del modello geologico tridimensionale del sottosuolo, attraverso l’interpretazione di dati stratigrafici, analisi granulometriche e analisi petrografiche. L’attività si è basata principalmente sull’analisi di un nuovo sondaggio a carotaggio continuo, eseguito nel Comune di Broni (PV) spinto fino ad una profondità di 150 metri, con particolare attenzione all’intervallo stratigrafico compreso tra 5 e 20 metri dal piano campagna. Proprio questo intervallo è stato interessato dal prelievo di campioni rappresentativi poi sottoposti ad analisi granulometriche e petrografiche. Dal punto di vista stratigrafico, i depositi analizzati risultano costituiti prevalentemente da sedimenti sabbioso-ghiaiosi riconducibili ad ambienti fluviali. Le analisi granulometriche hanno evidenziato una generale omogeneità dei sedimenti, con grano di cernita variabile da ben selezionato a scarsamente selezionato. I parametri tessiturali chiave mostrano una tendenza all’aumento del diametro medio della granulometria e alla diminuzione della cernita con la profondità, indicando variazioni nelle condizioni deposizionali. Tuttavia, l’analisi granulometrica si è dimostrata non sufficiente per determinare la provenienza dei sedimenti intercettati dal sondaggio. L’analisi petrografica, sebbene di tipo semi-quantitativo, ha fornito indicazioni più significative, evidenziando una composizione caratterizzata da abbondante Quarzo e Frammenti litici prevalentemente metamorfici, con la quasi assenza di Feldspati. Il confronto con campioni di sabbie attuali dei principali corsi d’acqua (Po, Ticino e affluenti appenninici) ha permesso di attribuire con buona affidabilità i sedimenti intercettati durante il sondaggio CARG Pavia 160 al sistema fluviale del fiume Po, escludendo contributi significativi degli altri bacini. Il lavoro evidenzia l’importanza di un approccio integrato nello studio dei sedimenti, in cui l’analisi petrografica rappresenta lo strumento principale per la determinazione della provenienza, mentre l’analisi granulometrica assume un ruolo complementare per l’interpretazione dei processi deposizionali. I risultati ottenuti costituiscono un contributo significativo alla ricostruzione del modello geologico del sottosuolo del Foglio CARG Pavia 160.
MODELLO GEOLOGICO DEL PRIMO SOTTOSUOLO DELL'AREA DI PIANURA ALL'INTERNO DEL FOGLIO CARG PAVIA 160
MATTIOLO, NICCOLÒ
2024/2025
Abstract
La presente tesi si inserisce nell’ambito del progetto CARG e ha come obbiettivo la definizione del modello geologico del primo sottosuolo dell’area di pianura compresa nel Foglio CARG Pavia 160. Il lavoro contribuisce alla realizzazione del modello geologico tridimensionale del sottosuolo, attraverso l’interpretazione di dati stratigrafici, analisi granulometriche e analisi petrografiche. L’attività si è basata principalmente sull’analisi di un nuovo sondaggio a carotaggio continuo, eseguito nel Comune di Broni (PV) spinto fino ad una profondità di 150 metri, con particolare attenzione all’intervallo stratigrafico compreso tra 5 e 20 metri dal piano campagna. Proprio questo intervallo è stato interessato dal prelievo di campioni rappresentativi poi sottoposti ad analisi granulometriche e petrografiche. Dal punto di vista stratigrafico, i depositi analizzati risultano costituiti prevalentemente da sedimenti sabbioso-ghiaiosi riconducibili ad ambienti fluviali. Le analisi granulometriche hanno evidenziato una generale omogeneità dei sedimenti, con grano di cernita variabile da ben selezionato a scarsamente selezionato. I parametri tessiturali chiave mostrano una tendenza all’aumento del diametro medio della granulometria e alla diminuzione della cernita con la profondità, indicando variazioni nelle condizioni deposizionali. Tuttavia, l’analisi granulometrica si è dimostrata non sufficiente per determinare la provenienza dei sedimenti intercettati dal sondaggio. L’analisi petrografica, sebbene di tipo semi-quantitativo, ha fornito indicazioni più significative, evidenziando una composizione caratterizzata da abbondante Quarzo e Frammenti litici prevalentemente metamorfici, con la quasi assenza di Feldspati. Il confronto con campioni di sabbie attuali dei principali corsi d’acqua (Po, Ticino e affluenti appenninici) ha permesso di attribuire con buona affidabilità i sedimenti intercettati durante il sondaggio CARG Pavia 160 al sistema fluviale del fiume Po, escludendo contributi significativi degli altri bacini. Il lavoro evidenzia l’importanza di un approccio integrato nello studio dei sedimenti, in cui l’analisi petrografica rappresenta lo strumento principale per la determinazione della provenienza, mentre l’analisi granulometrica assume un ruolo complementare per l’interpretazione dei processi deposizionali. I risultati ottenuti costituiscono un contributo significativo alla ricostruzione del modello geologico del sottosuolo del Foglio CARG Pavia 160.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14239/34628