This thesis investigates the influence of European natural gas market shocks on the Italian industrial sector, focusing on both real firms’ activity and price dynamics. The analysis is composed of two dimensions: first, industrial activity, proxied by regional industrial electricity consumption, and second, industrial prices, which are measured through sectoral producer price indices (PPI). This dual approach helps understand how energy shocks propagate through the economy. The empirical strategy relies on structural shocks that are identified using a Bayesian Vector Autoregression (BVAR), following Adolfsen et al. (2025), which distinguishes between supply, economic activity, inventory, and unconstrained shocks. These shocks are incorporated into a panel Local Projections framework (Jordà, 2005) to estimate impulse response functions over a 12-month horizon. The analysis exploits both regional and sectoral variation while controlling for fixed effects and seasonal patterns. The results show that the transmission of gas market shocks to the Italian industrial sector is heterogeneous across shock types. Economic activity shocks emerge as the most robust and economically meaningful driver of industrial electricity consumption, generating positive and persistent responses. In contrast, supply and inventory shocks produce weaker and largely transitory effects, which become less pronounced once seasonality is accounted for. Heterogeneity analysis indicates that differences between high- and low-intensity regions exist but are not characterized by a stable amplification pattern. On the price side, the response of producer prices is generally small in magnitude and differs from the quantity-based results. Supply shocks generate short-lived cost-push effects followed by reversals, while economic activity shocks do not lead to immediate inflationary pressures. Inventory and residual shocks are associated with more persistent negative price adjustments. Overall, the evidence suggests a limited and delayed pass-through of gas shocks to industrial prices, with firms partially absorbing cost effects. Taken together, the findings highlight the importance of demand-driven channels in shaping industrial responses to energy shocks and point to a disconnect between quantity and price adjustments. The results contribute to the understanding of energy shock transmission in Europe and provide new evidence on the role of industrial structure and energy intensity in mediating these effects.

Questa tesi analizza l’impatto degli shock del mercato europeo del gas naturale sul settore industriale italiano, concentrandosi sia sull’attività reale delle aziende sia sulle dinamiche di prezzo. L’analisi si articola in due dimensioni: la prima riguarda l’attività industriale, approssimata dal consumo elettrico industriale a livello regionale e, in secondo luogo, i prezzi industriali, misurati attraverso gli indici dei prezzi alla produzione (PPI). La strategia empirica si basa su shock strutturali identificati mediante un VAR bayesiano (BVAR) introdotto da Adolfsen et al. (2025), in cui vengono distinti quattro tipi di shock: offerta, attività economica, di scorte e shock non vincolati. Questi shock sono integrati in un framework di Local Projections (Jordà, 2005) in un contesto panel al fine di stimare le risposte agli impulsi su un orizzonte di 12 mesi. L’analisi sfrutta sia la variazione regionale sia quella settoriale, controllando per effetti fissi e per la stagionalità. I risultati mostrano che la trasmissione degli shock del mercato al settore industriale italiano è eterogenea a seconda del tipo di shock. Gli shock di attività economica emergono come il canale più robusto ed economicamente rilevante, generando risposte positive e persistenti. Al contrario, gli shock di offerta e di scorte producono effetti più deboli e transitori. L’analisi dell’eterogeneità mostra come la differenza tra regioni ad alta e bassa intensità energetica esista, ma non evidenzia un meccanismo stabile di amplificazione. Dal lato dei prezzi, la risposta degli indici dei prezzi di produzione è generalmente contenuta e differisce dai risultati dell’analisi sulle quantità. Gli shock di offerta generano effetti di costo di breve durata, seguiti da inversioni, mentre gli shock di attività economica non producono pressioni inflazionistiche immediate. Gli shock di scorte e quelli residuali sono associati ad aggiustamenti di prezzo negativi e più persistenti. Nel complesso, i risultati suggeriscono un pass-through limitato e ritardato, con le imprese che assorbono parzialmente l’effetto. Nel complesso, l’analisi evidenzia l’importanza dei canali legati alla domanda nel modellare la risposta industriale agli shock energetici e mostra una disconnessione tra gli aggiustamenti nelle quantità e nei prezzi. I risultati contribuiscono alla comprensione della trasmissione degli shock energetici a livello europeo e forniscono nuove evidenze sul ruolo ricoperto dalla struttura industriale e dell’intensità energetica nel mediare tali effetti.

Shock del mercato del gas europeo e attività industriale italiana: evidenze a livello regionale e settoriale

ANTIGLIO, PIETRO
2024/2025

Abstract

This thesis investigates the influence of European natural gas market shocks on the Italian industrial sector, focusing on both real firms’ activity and price dynamics. The analysis is composed of two dimensions: first, industrial activity, proxied by regional industrial electricity consumption, and second, industrial prices, which are measured through sectoral producer price indices (PPI). This dual approach helps understand how energy shocks propagate through the economy. The empirical strategy relies on structural shocks that are identified using a Bayesian Vector Autoregression (BVAR), following Adolfsen et al. (2025), which distinguishes between supply, economic activity, inventory, and unconstrained shocks. These shocks are incorporated into a panel Local Projections framework (Jordà, 2005) to estimate impulse response functions over a 12-month horizon. The analysis exploits both regional and sectoral variation while controlling for fixed effects and seasonal patterns. The results show that the transmission of gas market shocks to the Italian industrial sector is heterogeneous across shock types. Economic activity shocks emerge as the most robust and economically meaningful driver of industrial electricity consumption, generating positive and persistent responses. In contrast, supply and inventory shocks produce weaker and largely transitory effects, which become less pronounced once seasonality is accounted for. Heterogeneity analysis indicates that differences between high- and low-intensity regions exist but are not characterized by a stable amplification pattern. On the price side, the response of producer prices is generally small in magnitude and differs from the quantity-based results. Supply shocks generate short-lived cost-push effects followed by reversals, while economic activity shocks do not lead to immediate inflationary pressures. Inventory and residual shocks are associated with more persistent negative price adjustments. Overall, the evidence suggests a limited and delayed pass-through of gas shocks to industrial prices, with firms partially absorbing cost effects. Taken together, the findings highlight the importance of demand-driven channels in shaping industrial responses to energy shocks and point to a disconnect between quantity and price adjustments. The results contribute to the understanding of energy shock transmission in Europe and provide new evidence on the role of industrial structure and energy intensity in mediating these effects.
2024
European Gas Shocks and Italian Industrial Activity: Regional and Sectoral Evidence
Questa tesi analizza l’impatto degli shock del mercato europeo del gas naturale sul settore industriale italiano, concentrandosi sia sull’attività reale delle aziende sia sulle dinamiche di prezzo. L’analisi si articola in due dimensioni: la prima riguarda l’attività industriale, approssimata dal consumo elettrico industriale a livello regionale e, in secondo luogo, i prezzi industriali, misurati attraverso gli indici dei prezzi alla produzione (PPI). La strategia empirica si basa su shock strutturali identificati mediante un VAR bayesiano (BVAR) introdotto da Adolfsen et al. (2025), in cui vengono distinti quattro tipi di shock: offerta, attività economica, di scorte e shock non vincolati. Questi shock sono integrati in un framework di Local Projections (Jordà, 2005) in un contesto panel al fine di stimare le risposte agli impulsi su un orizzonte di 12 mesi. L’analisi sfrutta sia la variazione regionale sia quella settoriale, controllando per effetti fissi e per la stagionalità. I risultati mostrano che la trasmissione degli shock del mercato al settore industriale italiano è eterogenea a seconda del tipo di shock. Gli shock di attività economica emergono come il canale più robusto ed economicamente rilevante, generando risposte positive e persistenti. Al contrario, gli shock di offerta e di scorte producono effetti più deboli e transitori. L’analisi dell’eterogeneità mostra come la differenza tra regioni ad alta e bassa intensità energetica esista, ma non evidenzia un meccanismo stabile di amplificazione. Dal lato dei prezzi, la risposta degli indici dei prezzi di produzione è generalmente contenuta e differisce dai risultati dell’analisi sulle quantità. Gli shock di offerta generano effetti di costo di breve durata, seguiti da inversioni, mentre gli shock di attività economica non producono pressioni inflazionistiche immediate. Gli shock di scorte e quelli residuali sono associati ad aggiustamenti di prezzo negativi e più persistenti. Nel complesso, i risultati suggeriscono un pass-through limitato e ritardato, con le imprese che assorbono parzialmente l’effetto. Nel complesso, l’analisi evidenzia l’importanza dei canali legati alla domanda nel modellare la risposta industriale agli shock energetici e mostra una disconnessione tra gli aggiustamenti nelle quantità e nei prezzi. I risultati contribuiscono alla comprensione della trasmissione degli shock energetici a livello europeo e forniscono nuove evidenze sul ruolo ricoperto dalla struttura industriale e dell’intensità energetica nel mediare tali effetti.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14239/34888