L'elaborato si propone di analizzare la complessa evoluzione verso il paradigma “Smart”, analizzando le sue basi teoriche, lo sviluppo storico e le applicazioni pratiche quali leve per la valorizzazione e la resilienza dei territori contemporanei. In un contesto segnato da profondi cambiamenti socio-economici e dall’urgenza delle sfide climatiche, la ricerca si interroga sul ruolo della comunicazione digitale e delle tecnologie abilitanti non solo come strumenti di efficienza operativa, ma anche come catalizzatori di patrimonio culturale e coesione sociale. La prima parte dell’elaborato offre una panoramica sistematica sul concetto di “Smart City”, ricostruendo la transizione dalle prime interpretazioni tecno centriche delle “Digital Cities” a modelli più inclusivi di “Smart Territory”, incentrati sull’uomo e sulle comunità. Viene posta particolare attenzione all’integrazione tra Smart Governance e Capitale Umano, sottolineando come l’intelligenza di un territorio risieda oggi nella capacità di attivare sinergie tra sistemi tecnologici avanzati e risorse locali. L’analisi si estende alle aree rurali, mostrando – attraverso il paradigma degli Smart Villages e la Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI) – come l’innovazione digitale possa trasformare la marginalità in una leva di sviluppo sostenibile, ad esempio tramite il fenomeno della workation. Il secondo capitolo si concentra sullo “Smart Tourism”, concepito come un ecosistema dove la tecnologia diventa strumento di co-creazione di valore. L’attenzione si sposta dalla tradizionale prospettiva di marketing verso la figura del turista-prosumer, analizzata attraverso i modelli DART e la Service-Dominant Logic. In seguito vengono accennate le principali architetture tecnologiche, dall’Internet of Things (IoT) alla Computer Vision e alla Sentiment Analysis, considerate non solo come supporti operativi, ma come strumenti capaci di ascoltare e interpretare i bisogni del territorio. Inoltre la tesi evidenzia come la gestione intelligente dei dati e l’utilizzo del Digital Nudging per esempio, siano fattori chiave per regolare i flussi turistici, equilibrare attrattività e capacità di carico, e tutelare la qualità della vita dei residenti. La parte piu’ empirica del lavoro riguarda la Val Trebbia, un’area di notevole pregio paesaggistico ma segnata da una forte frammentazione informativa e amministrativa. Tramite un modello di comunicazione digitale integrata, lo studio propone la creazione di un Hub digitale territoriale, capace di mettere in rete l’ospitalità diffusa, attività di turismo attivo e enogastronomia locale e tante altre informazioni. Il progetto vuole dimostrare come la digitalizzazione rappresenti una condizione essenziale per superare l’asimmetria informativa, consentendo al territorio di proporsi come una destinazione attrattiva e resiliente sul mercato contemporaneo. In conclusione, la ricerca ribadisce che la trasformazione digitale del territorio è oggi una priorità strategica e sociale. Le informazioni raccolte sottolineano che il futuro delle aree interne dipenderà dalla capacità di adottare un vero modello che sia a fianco dei cittadini , dove la tecnologia sia al servizio delle persone per valorizzare l’identità locale e promuovere una sostenibilità integrata, declinata in chiave ambientale, economica e comunicativa. La figura del comunicatore digitale emerge così come protagonista nell’ideare nuovi ponti tra il patrimonio dei territori e le opportunità offerte dall’innovazione interconnessa.
Il paradigma smart: fondamenti teorici, evoluzione e modelli applicativi per il territorio
MAZZOCCHI, MATTIA
2024/2025
Abstract
L'elaborato si propone di analizzare la complessa evoluzione verso il paradigma “Smart”, analizzando le sue basi teoriche, lo sviluppo storico e le applicazioni pratiche quali leve per la valorizzazione e la resilienza dei territori contemporanei. In un contesto segnato da profondi cambiamenti socio-economici e dall’urgenza delle sfide climatiche, la ricerca si interroga sul ruolo della comunicazione digitale e delle tecnologie abilitanti non solo come strumenti di efficienza operativa, ma anche come catalizzatori di patrimonio culturale e coesione sociale. La prima parte dell’elaborato offre una panoramica sistematica sul concetto di “Smart City”, ricostruendo la transizione dalle prime interpretazioni tecno centriche delle “Digital Cities” a modelli più inclusivi di “Smart Territory”, incentrati sull’uomo e sulle comunità. Viene posta particolare attenzione all’integrazione tra Smart Governance e Capitale Umano, sottolineando come l’intelligenza di un territorio risieda oggi nella capacità di attivare sinergie tra sistemi tecnologici avanzati e risorse locali. L’analisi si estende alle aree rurali, mostrando – attraverso il paradigma degli Smart Villages e la Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI) – come l’innovazione digitale possa trasformare la marginalità in una leva di sviluppo sostenibile, ad esempio tramite il fenomeno della workation. Il secondo capitolo si concentra sullo “Smart Tourism”, concepito come un ecosistema dove la tecnologia diventa strumento di co-creazione di valore. L’attenzione si sposta dalla tradizionale prospettiva di marketing verso la figura del turista-prosumer, analizzata attraverso i modelli DART e la Service-Dominant Logic. In seguito vengono accennate le principali architetture tecnologiche, dall’Internet of Things (IoT) alla Computer Vision e alla Sentiment Analysis, considerate non solo come supporti operativi, ma come strumenti capaci di ascoltare e interpretare i bisogni del territorio. Inoltre la tesi evidenzia come la gestione intelligente dei dati e l’utilizzo del Digital Nudging per esempio, siano fattori chiave per regolare i flussi turistici, equilibrare attrattività e capacità di carico, e tutelare la qualità della vita dei residenti. La parte piu’ empirica del lavoro riguarda la Val Trebbia, un’area di notevole pregio paesaggistico ma segnata da una forte frammentazione informativa e amministrativa. Tramite un modello di comunicazione digitale integrata, lo studio propone la creazione di un Hub digitale territoriale, capace di mettere in rete l’ospitalità diffusa, attività di turismo attivo e enogastronomia locale e tante altre informazioni. Il progetto vuole dimostrare come la digitalizzazione rappresenti una condizione essenziale per superare l’asimmetria informativa, consentendo al territorio di proporsi come una destinazione attrattiva e resiliente sul mercato contemporaneo. In conclusione, la ricerca ribadisce che la trasformazione digitale del territorio è oggi una priorità strategica e sociale. Le informazioni raccolte sottolineano che il futuro delle aree interne dipenderà dalla capacità di adottare un vero modello che sia a fianco dei cittadini , dove la tecnologia sia al servizio delle persone per valorizzare l’identità locale e promuovere una sostenibilità integrata, declinata in chiave ambientale, economica e comunicativa. La figura del comunicatore digitale emerge così come protagonista nell’ideare nuovi ponti tra il patrimonio dei territori e le opportunità offerte dall’innovazione interconnessa.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14239/35110