La fine del XX secolo e l’inizio del XXI secolo coincide con la rivoluzione digitale, un passaggio storico destinato a trasformare le logiche comunicative valide fino a quel momento. La comunicazione diventa multimediale e multicanale: per raggiungere l’elettorato non è più sufficiente ricorrere unicamente ai canali tradizionali, come la televisione e la radio, ma è necessario affiancarvi i nuovi media. In questo contesto, lo storytelling subentra nelle strategie di marketing politico, affermandosi come uno strumento in grado di costruire il consenso e, in ultima istanza, il successo elettorale. Lo scopo della ricerca è quello di analizzare lo stile comunicativo di una campagna riconducibile ad un’epoca contrassegnata da profonde trasformazioni e, in particolare, capire quali sono i simboli che concorrono a creare una narrazione articolata e credibile. I primi due capitoli dell’elaborato ripercorrono i principali cambiamenti che hanno interessato la sfera politica fino a giungere al contesto attuale: dalla progressiva perdita di centralità dei partiti alla leaderizzazione della politica, dal fenomeno della pop politics all’affermazione delle strategie marketing politico fondate sul personal branding, sulle immagini e lo storytelling. Dal terzo capitolo, l’analisi è rivolta alla campagna elettorale di Zohran Mamdani, il sindaco di New York, il quale si è contraddistinto per la capacità di costruire una storia credibile e per le modalità di trasmissione del messaggio. Nel quarto capitolo viene impostata la ricerca empirica che ha per oggetto di analisi 12 discorsi pubblici. La raccolta dei dati si attiene al quadro teorico di Harold D. Lasswell; pertanto, sono stati isolati i simboli di auto- identificazione e contro-identificazione, successivamente analizzati oggettivamente in base alle scelte linguistiche e alla loro distribuzione in una prospettiva diacronica. Ciò che emerge è un repertorio simbolico particolareggiato, un “noi politico” connotato positivamente che cerca di riunire tutti cittadini newyorkesi attorno ad un progetto politico condiviso, al di là dalle differenze individuali. Al contrario, i bersagli politici risultano quantitativamente limitati e quindi secondari rispetto alla costruzione di un’identità politica solida, fondata su valori e ideali comuni.
Marketing politico nell'era digitale: lo storytelling come strategia di costruzione del consenso. Il caso di Zohran Mamdani.
SIMI, SOFIA
2025/2026
Abstract
La fine del XX secolo e l’inizio del XXI secolo coincide con la rivoluzione digitale, un passaggio storico destinato a trasformare le logiche comunicative valide fino a quel momento. La comunicazione diventa multimediale e multicanale: per raggiungere l’elettorato non è più sufficiente ricorrere unicamente ai canali tradizionali, come la televisione e la radio, ma è necessario affiancarvi i nuovi media. In questo contesto, lo storytelling subentra nelle strategie di marketing politico, affermandosi come uno strumento in grado di costruire il consenso e, in ultima istanza, il successo elettorale. Lo scopo della ricerca è quello di analizzare lo stile comunicativo di una campagna riconducibile ad un’epoca contrassegnata da profonde trasformazioni e, in particolare, capire quali sono i simboli che concorrono a creare una narrazione articolata e credibile. I primi due capitoli dell’elaborato ripercorrono i principali cambiamenti che hanno interessato la sfera politica fino a giungere al contesto attuale: dalla progressiva perdita di centralità dei partiti alla leaderizzazione della politica, dal fenomeno della pop politics all’affermazione delle strategie marketing politico fondate sul personal branding, sulle immagini e lo storytelling. Dal terzo capitolo, l’analisi è rivolta alla campagna elettorale di Zohran Mamdani, il sindaco di New York, il quale si è contraddistinto per la capacità di costruire una storia credibile e per le modalità di trasmissione del messaggio. Nel quarto capitolo viene impostata la ricerca empirica che ha per oggetto di analisi 12 discorsi pubblici. La raccolta dei dati si attiene al quadro teorico di Harold D. Lasswell; pertanto, sono stati isolati i simboli di auto- identificazione e contro-identificazione, successivamente analizzati oggettivamente in base alle scelte linguistiche e alla loro distribuzione in una prospettiva diacronica. Ciò che emerge è un repertorio simbolico particolareggiato, un “noi politico” connotato positivamente che cerca di riunire tutti cittadini newyorkesi attorno ad un progetto politico condiviso, al di là dalle differenze individuali. Al contrario, i bersagli politici risultano quantitativamente limitati e quindi secondari rispetto alla costruzione di un’identità politica solida, fondata su valori e ideali comuni.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14239/37183