This study aims to explore the multi-layered nature of Luigi Pirandello’s transition from short stories to theatre, considering both editorial aspects and stylistic and poetic dimensions. Given the extensive scholarship on this topic, the present work focuses on a selection of lesser-known short stories and their corresponding adaptations in the author’s theatrical oeuvre. Using a widely accepted methodology, the analysis highlights both the thematic and stylistic continuities between these two forms of expression, as well as the dramaturgical transformations that occur when narrative material is adapted for the stage. The study is organized into three parts. The first chapter examines the dual role of Pirandello as storyteller and dramatist, comparing the distinctive features of these two creative facets and exploring how they mutually influence each other, including from chronological and editorial perspectives. The second chapter delves into the multi-layered project Novelle per un anno, addressing the challenges of chronological categorization, critical interpretations, and the reservoir of themes that later informed theatrical adaptations. At the heart of the thesis lies the third chapter, which offers a reading of the thematic cores of selected short stories—and their transformations (or continuities) within theatre—structured around five stages of Pirandello’s thought. The first stage (life as a grand puppet show) examines the individual’s loss of control over oneself and others; the second addresses the impossibility of resisting the image imposed by social narratives; the third highlights the tension between individual nature and collective norms; the fourth considers existential suffering from a psychoanalytic perspective; and the fifth explores Pirandello’s final mythical and symbolic phase, in which he embraces fantastic and visionary forms reminiscent of surrealism. This study aims to show how, in the transition from short story to theatre, the process of creative reworking of the narrative is often transformed—sometimes significantly—within the theatrical adaptation. In this context, the differences (and similarities) are presented as the result of an evolutionary trajectory in Pirandello’s thought, poetics, and style.

Il presente studio intende indagare la multistratigrafia, sia dal punto di vista editoriale, sia dal punto di vista stilistico e poetico, del passaggio dalle novelle al teatro di Luigi Pirandello. Essendo la bibliografia sull’argomento sterminata, il lavoro che si propone intende analizzare alcune novelle meno conosciute e il loro corrispettivo nelle pagine del Teatro dell’autore. Secondo una metodologia convenzionalmente accettata, l’analisi mette in luce sia la continuità tematica e stilistica tra le due forme espressive, sia tutti quei processi di trasformazione drammaturgica che avvengono nel traghettare il materiale narrativo sulla scena. Il lavoro è diviso in tre parti: il primo capitolo esplora il dualismo tra Pirandello narratore e drammaturgo, mettendo a confronto le peculiarità di entrambe le sue anime creative e il modo in cui esse si contaminano reciprocamente, anche dal punto di vista cronologico ed editoriale. Segue, nel secondo capitolo, un approfondimento sul progetto multistratificato delle Novelle per un anno andando ad approfondire le difficoltà di una divisione cronologica, le ipotesi della critica e il serbatoio di temi che hanno, in una fase successiva, interessato le trasposizioni teatrali. Alla luce di tale impostazione, il cuore della tesi è rappresentato dal terzo capitolo che propone una lettura, articolata in cinque fasi del pensiero pirandelliano, dei nuclei tematici di alcune novelle e il modo in cui gli stessi si sono trasformati (o mantenuti) all’interno del teatro: la prima fase (la vita come grande pupazzata) esamina la perdita di controllo dell’individuo su se stesso e sugli altri; la seconda analizza l'impossibilità di ribellarsi all’immagine imposta dalla narrazione sociale; la terza evidenzia il conflitto tra natura individuale e norme collettive; la quarta affronta la dimensione della sofferenza esistenziale in chiave psicoanalitica; infine, la quinta fase esplora l’ultima stagione mitica e simbolica, in cui Pirandello si apre a forme fantastiche e visionarie, vicine al surrealismo. Il focus del presente lavoro è mostrare come nel passaggio dal racconto al teatro, il processo di rielaborazione creativa della narrazione si modifichi, a volte anche in modo piuttosto importante, all’interno della trasposizione teatrale. In questo senso, pertanto, si cercherà di proporre le differenze (e le uguaglianze) come il risultato di una scelta evolutiva del pensiero, della poetica e anche dello stile.

Dalle novelle al palcoscenico. Tipologia e forme di alcuni adattamenti teatrali di Pirandello in prospettiva diacronica

CARUSO, LAURA
2024/2025

Abstract

This study aims to explore the multi-layered nature of Luigi Pirandello’s transition from short stories to theatre, considering both editorial aspects and stylistic and poetic dimensions. Given the extensive scholarship on this topic, the present work focuses on a selection of lesser-known short stories and their corresponding adaptations in the author’s theatrical oeuvre. Using a widely accepted methodology, the analysis highlights both the thematic and stylistic continuities between these two forms of expression, as well as the dramaturgical transformations that occur when narrative material is adapted for the stage. The study is organized into three parts. The first chapter examines the dual role of Pirandello as storyteller and dramatist, comparing the distinctive features of these two creative facets and exploring how they mutually influence each other, including from chronological and editorial perspectives. The second chapter delves into the multi-layered project Novelle per un anno, addressing the challenges of chronological categorization, critical interpretations, and the reservoir of themes that later informed theatrical adaptations. At the heart of the thesis lies the third chapter, which offers a reading of the thematic cores of selected short stories—and their transformations (or continuities) within theatre—structured around five stages of Pirandello’s thought. The first stage (life as a grand puppet show) examines the individual’s loss of control over oneself and others; the second addresses the impossibility of resisting the image imposed by social narratives; the third highlights the tension between individual nature and collective norms; the fourth considers existential suffering from a psychoanalytic perspective; and the fifth explores Pirandello’s final mythical and symbolic phase, in which he embraces fantastic and visionary forms reminiscent of surrealism. This study aims to show how, in the transition from short story to theatre, the process of creative reworking of the narrative is often transformed—sometimes significantly—within the theatrical adaptation. In this context, the differences (and similarities) are presented as the result of an evolutionary trajectory in Pirandello’s thought, poetics, and style.
2024
From Short Stories to the Stage: Typology and Forms of Some of Pirandello’s Theatrical Adaptations in a Diachronic Perspective
Il presente studio intende indagare la multistratigrafia, sia dal punto di vista editoriale, sia dal punto di vista stilistico e poetico, del passaggio dalle novelle al teatro di Luigi Pirandello. Essendo la bibliografia sull’argomento sterminata, il lavoro che si propone intende analizzare alcune novelle meno conosciute e il loro corrispettivo nelle pagine del Teatro dell’autore. Secondo una metodologia convenzionalmente accettata, l’analisi mette in luce sia la continuità tematica e stilistica tra le due forme espressive, sia tutti quei processi di trasformazione drammaturgica che avvengono nel traghettare il materiale narrativo sulla scena. Il lavoro è diviso in tre parti: il primo capitolo esplora il dualismo tra Pirandello narratore e drammaturgo, mettendo a confronto le peculiarità di entrambe le sue anime creative e il modo in cui esse si contaminano reciprocamente, anche dal punto di vista cronologico ed editoriale. Segue, nel secondo capitolo, un approfondimento sul progetto multistratificato delle Novelle per un anno andando ad approfondire le difficoltà di una divisione cronologica, le ipotesi della critica e il serbatoio di temi che hanno, in una fase successiva, interessato le trasposizioni teatrali. Alla luce di tale impostazione, il cuore della tesi è rappresentato dal terzo capitolo che propone una lettura, articolata in cinque fasi del pensiero pirandelliano, dei nuclei tematici di alcune novelle e il modo in cui gli stessi si sono trasformati (o mantenuti) all’interno del teatro: la prima fase (la vita come grande pupazzata) esamina la perdita di controllo dell’individuo su se stesso e sugli altri; la seconda analizza l'impossibilità di ribellarsi all’immagine imposta dalla narrazione sociale; la terza evidenzia il conflitto tra natura individuale e norme collettive; la quarta affronta la dimensione della sofferenza esistenziale in chiave psicoanalitica; infine, la quinta fase esplora l’ultima stagione mitica e simbolica, in cui Pirandello si apre a forme fantastiche e visionarie, vicine al surrealismo. Il focus del presente lavoro è mostrare come nel passaggio dal racconto al teatro, il processo di rielaborazione creativa della narrazione si modifichi, a volte anche in modo piuttosto importante, all’interno della trasposizione teatrale. In questo senso, pertanto, si cercherà di proporre le differenze (e le uguaglianze) come il risultato di una scelta evolutiva del pensiero, della poetica e anche dello stile.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14239/32522