Il seguente lavoro analizza la rappresentazione del personaggio psicotico nella narrativa italiana degli anni Quaranta-Settanta del Novecento, attraverso le opere di Silvio D’Arzo, Luigi Malerba e Gianni Celati. L’indagine considera la follia non soltanto come tema narrativo, ma come esperienza capace di mettere in crisi i tradizionali criteri di realtà, identità e comunicazione. Attraverso il confronto tra i tre autori e il ricorso a strumenti psicoanalitici, la ricerca segue un percorso che dall’alienazione del personaggio in D’Arzo conduce alla deformazione paranoica della realtà ne Il serpente di Malerba, fino alla radicale sperimentazione linguistica e corporea di Celati nelle Avventure di Guizzardi. La follia diviene così progressivamente il principio capace di modificarne forme, linguaggio e rapporto con il reale.
The work examines the representation of the psychotic character in Italian literature of the 1940s to the 1970s through the works of Silvio D’Arzo, Luigi Malerba, and Gianni Celati. The study considers madness not merely as a narrative theme, but as an experience capable of challenging traditional notions of reality, identity, and communication. Through a comparison of the three authors and the use of psychoanalytic approaches, the research traces a path from the character’s alienation in D’Arzo to the paranoid distortion of reality in Malerba’s Il serpente, and finally to Celati’s radical linguistic and corporeal experimentation in Le avventure di Guizzardi. Madness thus progressively becomes a principle capable of reshaping its forms, language, and relationship with reality.
La rappresentazione del personaggio psicotico nella narrativa italiana del secondo Novecento: D'Arzo, Malerba, Celati
COSTANTE, ALESSIA
2025/2026
Abstract
Il seguente lavoro analizza la rappresentazione del personaggio psicotico nella narrativa italiana degli anni Quaranta-Settanta del Novecento, attraverso le opere di Silvio D’Arzo, Luigi Malerba e Gianni Celati. L’indagine considera la follia non soltanto come tema narrativo, ma come esperienza capace di mettere in crisi i tradizionali criteri di realtà, identità e comunicazione. Attraverso il confronto tra i tre autori e il ricorso a strumenti psicoanalitici, la ricerca segue un percorso che dall’alienazione del personaggio in D’Arzo conduce alla deformazione paranoica della realtà ne Il serpente di Malerba, fino alla radicale sperimentazione linguistica e corporea di Celati nelle Avventure di Guizzardi. La follia diviene così progressivamente il principio capace di modificarne forme, linguaggio e rapporto con il reale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14239/36422